Fara Sabina, Quinte classi del Liceo Rocci in sciopero per chiedere di abolire i doppi turni. Raccolte più di 350 firme on line

Liceo Rocci
di Raffaella Di Claudio
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Giovedì 14 Ottobre 2021, 20:21

RIETI - Da lunedì gli studenti delle quinte classi del liceo Lorenzo Rocci di Passo Corese stanno disertando le lezioni in segno di protesta contro lo scaglionamento di entrate e uscite previsto dall’ufficio scolastico regionale. Disposizione ratificata a maggioranza dal consiglio d’istituto che, per assicurare equità tra gli studenti, ha disposto la turnazione, per evitare che solo alcuni fossero penalizzati dall’entrata ritardata.

La petizione

Ma neanche questa decisione è andata a genio ai ragazzi che da lunedì sono in sciopero e hanno avviato una petizione on line da indirizzare al Prefetto di Rieti e che ha raggiunto 357 firme fino a questo momento.“Lo scaglionamento delle entrate e delle uscite previsto dall'Ufficio Regionale Scolastico, sta sottraendo tempo allo studio, alla sport ed alla vita sociale dei nostri ragazzi, tutto questo per non superare i livelli consentiti di occupazione dei mezzi pubblici, come recita la circolare emessa dall'Ufficio Regionale Scolastico – si legge nella petizione - Siamo fermamente convinti, che in considerazione delle nostra realtà locale ed alle sue peculiarità, con un attenta riorganizzazione dei mezzi di trasporto, sempre nel rispetto delle norme Governative, si potrebbe riportare l'entrata e l'uscita del Polo Didattico di Fara in Sabina in un unico orario. Con questa petizione chiediamo al Prefetto di Rieti la valutazione e la rimodulazione degli orari di ingresso”.

Il dialogo con la Scuola

Costante, in questi giorni di sciopero, è stato il dialogo con la preside del Rocci Maria Desideri che auspica che la prossima settimana possa rientrare la protesta. “Noi siamo disponibili a confrontarci con loro – assicura la dirigente -. Abbiamo spiegato loro il motivo per il quale il consiglio d’istituto, al pari di quanto stanno facendo la quasi totalità delle scuole della provincia, ha deciso di prevedere una rotazione. Lo scopo era anzitutto ristabilire degli equilibri, perché c’erano le classi terze e quarte che facevano sempre il secondo turno e non era giusto. Ho chiesto ai ragazzi, visto anche che sono i più grandi, di portare pazienza con la speranza che, alla fine dello stato di emergenza (previsto fino al 31 dicembre),a gennaio si possa tornare alla normalità. I ragazzi delle Quinte pretendevano un’attenzione particolare, ma noi dobbiamo applicare un principio più equo per andare incontro a tutte le famiglie che ci stanno contattando. Mi auguro quindi – conclude Desideri - che questa protesta che sta comportando assenze ingiustificate ed era tesa a suscitare un intervento delle autorità superiori, possa, come mi ha assicurato uno dei rappresentanti, rientrare”.

Il sostegno

A sostegno delle ragioni dei ragazzi si schierano Alessandro Spaziani, segretario del Pd di Fara Sabina e Giulio Carenza, segretario Giovani Democratici Fiano Romano. “Siamo vicini – dicono - alle ragazze e ragazzi delle classi quinte del liceo Rocci, che oggi, 14 ottobre, per il quarto giorno consecutivo, non sono entrati a scuola in segno di protesta contro i doppi turni. Una protesta giusta che rende evidente la distanza tra la burocrazia del governo centrale e le esigenze dei diversi territori. Fara Sabina non è Roma, i ragazzi non affollano le metropolitane insieme ai lavoratori, ma hanno degli autobus dedicati e il liceo Rocci non è un palazzo storico di Roma con un unico ingresso, ma possiede vari edifici con numerosi ingressi. Alcuni dei ragazzi che escono al secondo turno, quindi alle 15:30, rischiano di tornare a casa anche due ore dopo, compromettendo non solo le eventuali attività sportive, culturali e associative, ma anche il tempo da dedicare allo studio. Inoltre, in molti casi, il servizio Cotral non garantisce l’ingresso alle ore 9:40, costringendo gli studenti a presentarsi alle 8 ai cancelli dell’istituto. Ci uniamo all’appello degli studenti affinché il Prefetto di Rieti, valuti la rimodulazione degli orari d’ingresso eliminando il problema del doppio turno che grava non solo sugli studenti, ma anche sulle famiglie e sui lavoratori della scuola. Chiediamo a tutte le istituzioni competenti – concludono - di riunirsi quanto prima per trovare una soluzione che riporti nei ragazzi la serenità necessaria ad affrontare la vita scolastica e privata nel migliore dei modi”.

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