Spaccio di droga in centro e dosi cedute a minorenni: condannato il clan dei nigeriani

Spaccio di droga in centro e dosi cedute a minorenni: condannato il clan dei nigeriani
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Sabato 12 Settembre 2020, 00:10 - Ultimo aggiornamento: 05:26

RIETI - Maxi operazione antidroga “Angelo nero”: pioggia di condanne in aula davanti al Giudice delle indagini preliminari Floriana Lisena. Sono state ben 19 le condanne, tutte da un minimo di 2 anni a un massimo di 7 con rito abbreviato. Il giudice ha sostanzialmente accolto l’intero impianto accusatorio della pubblica accusa (pubblico ministero Edoardo Capizzi) sulla scorta degli esiti investigativi e del materiale probatorio raccolto dagli investigatori della Mobile Rieti nell’ambito dell’operazione antidroga “Angelo nero” che - nello scorso febbraio - portò all’esecuzione di 23 ordinanze cautelari restrittive nei confronti di 22 cittadini nigeriani e un camerunense che gestivano, nel capoluogo reatino, lo spaccio di eroina, cocaina e marijuana.

Lo spaccio. Condanne che hanno tenuto conto delle varie condotte e della diversa gravità delle azioni criminali poste in essere dagli imputati anche in considerazione del fatto che le sostanze stupefacenti venivano cedute anche a numerosi minorenni reatini. Motivazione questa che ha portato il giudice, rispetto ad alcune posizioni, a un ulteriore inasprimento della pena rispetto alla stessa richiesta di condanna sollecitata dal pubblico ministero. 
Per quanto riguarda invece il principale imputato, il 30enne nigeriano N.A.N. (difeso di fiducia dall’avvocatessa Sara Principessa) verrà giudicato con rito abbreviato condizionato all’esame delle perizie telefoniche estratte dai tabulati di numerose conversazioni che - secondo quanto rilevato dalla difesa - in alcuni passaggi sarebbero state viziate da una trascrizione che ne avrebbe distorto il senso arrecando pregiudizio al contenuto dei dialoghi. 

Negozio dissequestrato. Accolte inoltre dal giudice le istanze del difensore Principessa per il dissequestro del bar etnico gestito dal 30enne, di una somma di contanti e dei telefoni cellulari. Si trattò di un’operazione antidroga ad ampio raggio - così denominata dal soprannome con cui veniva chiamato il principale imputato - e coordinata dal Sevizio centrale operativo della polizia di Stato con la Mobile di Rieti che si era avvalsa anche della collaborazione dei colleghi di altri province e l’ausilio dei reparti Prevenzione crimine e unità cinofile.

Stupefacenti per tutte le tasche. Droga sempre disponibile, accessibile a tutti per tutte le tasche (20 euro una dose di cocaina, 5 una di hashish con tanto di cartina “omaggio”) con un mercato che aveva in poco tempo realizzato una piazza di spaccio molto redditizia e fiorente assicurando un costante approvvigionamento grazie ai frequentissimi viaggi sull’asse Rieti-Roma per il rifornimento sistematico dei luoghi di spaccio, concentrati nel centro storico reatino e all’interno di alcuni locali etnici dove avvenivano gli scambi. Spesso c’erano viaggi di donne che occultavano sostanze stupefacenti nei passeggini dei propri figli. A novembre seconda parte del processo che andranno ad interessare gli altri imputati.

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