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Daniele Sinibaldi candidato sindaco del centrodestra: «Sono espressione di area vasta. Petrangeli o Di Berardino? E' irrilevante»

Daniele Sinibaldi candidato sindaco del centrodestra: «Sono espressione di area vasta. Petrangeli o Di Berardino? E' irrilevante»
di Antonio Bianco
4 Minuti di Lettura
Domenica 13 Febbraio 2022, 00:10

RIETIDaniele Sinibaldi, candidato del centrodestra, intervistato da Il Messaggero parla delle prossime comunali, del suo percorso politico, delle liste che lo sosterranno, e non risparmia una stoccata ai suoi avversari politici. 

Il 6 marzo ci saranno le primarie del centrosinistra, chi preferirebbe avere come sfidante? 
«Per quanto ci riguarda è irrilevante chi vincerà. Stiamo pensando alla nostra campagna elettorale. Siamo concentrati a portare a termine la nostra amministrazione. Le primarie sono una questione che non ci appassiona». 

Crede che aver iniziato prima la campagna elettorale si potrà tradurre in vantaggio politico? 
«Credo che il ritardo dei miei avversari nell’individuare il proprio candidato sindaco ci abbia dato sicuramente un vantaggio organizzativo. Abbiamo avuto più di tempo nel costruire le liste e il fatto di essere partiti prima ha dato la percezione di una maggiore decisione e convinzione. Non so se sia un vantaggio politico, ma sicuramente è un distinguo. Non ci aspettavamo che il centrosinistra andasse così per le lunghe». 

Si parla di otto liste a sostegno della sua candidatura. Riuscirete a comporle? 
«Sicuramente si faranno. Stiamo lavorando per allargare ancora di più il nostro fronte. La mi candidatura, anche se appartenente a un’area ben determinata, l’abbiamo costruita con l’idea di fare un campo largo, dove anche la componente civica sarà significativa. Inoltre, ci sono delle condivisioni e delle sintonie con persone e aree politiche che tradizionalmente potevano stare dall’altra parte. Con loro abbiamo fatto un accordo programmatico». 

Il riferimento è all’intesa raggiunta con i renziani di Italia viva. Non teme che la sua provenienza da Fratelli d’Italia possa penalizzarla nell’intercettare i voti dei moderati? 
«A me non risulta che ci sia un candidato sindaco che provenga da un’area moderata. Simone Petrangeli me lo ricordo come segretario di Rifondazione comunista, Claudio Di Berardino è il candidato di Articolo uno, che non è proprio la Democrazia cristiana. Io ho sempre militato in un’area politica che ha una cultura di governo e amministrativa. L’esperienza che sto facendo all’Anci mi ha insegnato che ognuno amministra per la propria città. Insomma, non credo che sia penalizzante la mia storia politica». 

Lei attualmente è anche vicesindaco della giunta Cicchetti. Che risponde a chi l’accusa di non rappresentare proprio il nuovo. 
«Noi non parliamo di novità. Dall’altra parte c’è l’ex sindaco il quale non mi sembra abbia brillato, tant’è che ha perso le elezioni al secondo turno. Non mi sembra nuovo neanche Di Berardino che ha passato una vita tra sindacato e politica. La mia candidatura non è in discontinuità con l’amministrazione, ma una naturale evoluzione. Cinque anni fa abbiamo avviato un progetto, riconquistare la guida della città e costruire una nuova classe dirigente. L’esperienza che abbiamo fatto con Cicchetti ci ha formato, ci ha calato all’interno dei problemi reali. Che poi quest’amministrazione non sia riuscita a centrare tutti i punti prefissati è vero. Ma questo è vero per tutti. Noi ci siamo dovuti confrontare prima con il terremoto e poi con la pandemia. Diciamo che siamo stati l’amministrazione più sfortunata nella storia della città». 

In caso di vittoria elettorale confermerebbe l’attuale giunta comunale? 
«Credo che questa giunta abbia nel complesso lavorato bene. Non stiamo facendo trattative, però è chiaro che il risultato elettorale condizionerà le scelte della coalizione. Se dovessimo vincere le elezioni ci sarà un confronto con le forze politiche e in conseguenza del risultato elettorale si faranno delle valutazioni. Una cosa che posso dire è che un assessorato allo Sport la prossima volta ci dovrà essere». 

Possiamo dire che la macchina amministrativa non abbia funzionato bene in questi anni? 
«L’augurio è quello di lavorare in condizioni più serene. Penso che ad oggi ci siano le condizioni per avere un ente più organizzato. Perché abbiamo fatto le assunzioni e ripristinato una serie di dirigenze, e poi nel 2023 si uscirà dal predissesto. La nostra ambizione sarà quella di avere una macchina amministrativa che funzioni alla perfezione».

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