Covid, Franco Orsini contagiato: «Sono salvo solo grazie al vaccino»

Covid, Franco Orsini contagiato: «Sono salvo solo grazie al vaccino»
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Venerdì 3 Dicembre 2021, 00:10 - Ultimo aggiornamento: 08:42

RIETI - E’ tornato a casa, dove per respirare deve ricorrere alla bombola dell’ossigeno, ma il ricovero in terapia intensiva è riuscito a schivarlo, e questo è già un primo successo per chi ha la sfortuna di ammalarsi di Covid. «Ho, invece, visto pazienti che erano ricoverati da giorni in ospedale e quando sono stato dimesso erano ancora intubati. Sono immagini di sofferenza drammatiche e certe situazioni le comprendi solo quando le vivi di persona», racconta al telefono Franco Orsini, 70 anni, vittima illustre dell’infezione, personaggio molto conosciuto nel mondo dello sport locale per essere stato uno dei marciatori di punta dell’Alco Atletica Rieti, prima di scoprirsi golfista e fondare, nel 1993, il Golf Club Centro Italia a Castelfranco.

I fatti. Ma di incappare nel Covid non se lo aspettava proprio, tutto è successo quando ha partecipato a una degustazione di vini in un locale dove erano presenti anche due positivi e, oltre a lui, è incappato nell’infezione anche un ex dirigente del Comune di Rieti. 
«Ero tranquillo, perché mi ero già sottoposto al ciclo vaccinale completo ed ero in attesa della terza dose. Invece, dopo alcuni giorni dalla cena ho iniziato ad avvertire uno stato di debolezza e allora ho fatto un tampone in farmacia, che ha rivelato la mia positività. Il giorno dopo ho ripetuto l’esame al drive in dell’Asl ed è arrivata la conferma del risultato, così sono finito ai domiciliari – racconta ridendo, per alleggerire la situazione – iniziando ad assumere dei farmaci su indicazione del medico, poi i problemi sono arrivati quando l’ossigenazione ha iniziato a scarseggiare. A quel punto mi hanno portato in ospedale e una Tac ai polmoni ha riscontrato una polmonite interstiziale, per cui il ricovero è stato inevitabile». 

Cure a domicilio. Orsini è stato per cinque giorni collegato con il macchinario dell’ossigeno, poi fortunatamente la situazione è migliorata ed è stato possibile proseguire l’ossigenoterapia a domicilio, anche perché non deve assumere medicine particolari. «Ma il ciclo vaccinale mi ha assicurato un’importante protezione e se non l’avessi fatto, non so come sarebbe andata a finire. Non spetta a me lanciare appelli in questo momento così difficile causato dalla pandemia, però la mia vicenda potrebbe servire da insegnamento per altre persone». 

A casa, isolato in una stanza e assistito dalla moglie (fortunatamente negativa) che gli prepara i pasti, l’ex marciatore spera di tornare (tempi di convalescenza permettendo) quanto prima al suo campo da golf e, magari, per la prossima degustazione se ne riparlerà in momenti migliori. 

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