Caccia: la Regione Lazio cancella
le due giornate di pre apertura:
in provincia rivolta delle doppiette

Caccia: la Regione Lazio cancella le due giornate di pre apertura: in provincia rivolta delle doppiette
di Samuele Annibaldi
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Domenica 29 Luglio 2018, 07:39 - Ultimo aggiornamento: 14:07

RIETI - Le doppiette non sono ancora state sollevata al cielo, ma è già una mezza rivoluzione. E nel Lazio è la provincia di Rieti a guidarla. Cosa è accaduto? Parliamo di caccia e, in particolare, del provvedimento con il quale il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha annullato dopo decenni le giornate di pre-apertura. Ma andiamo con ordine. Lo scorso 18 luglio, con decreto, il presidente Zingaretti ha approvato il calendario venatorio del Lazio per la stagione 2018-2019.

LA DISPOSIZIONE
Tutto bene, anche perché rispetto alla passata stagione il calendario è quasi inalterato, a parte alcune modifiche che riguardano la caccia al cinghiale. Come per lo scorso anno, inoltre, è previsto il posticipo della chiusura dal 31 gennaio al 10 febbraio per la caccia a colombaccio, cornacchia grigia, gazza e ghiandaia. Il casus belli però è esploso quando ci si è resi conto che non erano state previste le giornate di pre-apertura. Il testo del calendario, infatti, al momento si adegua alla richiesta del ministero dell’Ambiente di evitare la caccia alla tortora a settembre. La Regione, salvo integrazioni future nel mese di agosto, non ha dunque autorizzato alcuna preapertura.

ASSOCIAZIONI VENATORIE IN RIVOLTA
Alfio Guarnieri, presidente regionale dell’Associazione nazionale Libera Caccia non ci sta e parla di accordi e promesse disattese da parte del presidente Zingaretti. «A parte i problemi in Umbria, causati da un ricorso al Tar del Wwf – spiega Guarnieri - è singolare che nell’intero Centro Italia le due giornate di apertura anticipata sono state concesse con un consistente ampliamento delle specie cacciabili rispetto a quelle 4 o 5 che normalmente venivano concesse nel Lazio, mentre nella nostra regione questo non è accaduto. Nelle Marche e in Toscana, tanto per fare un esempio, è consentita anche la caccia per l’abbattimento selettivo dei cinghiali in relazione ai danni che provocano agli agricoltori, mentre da noi no. La pre apertura - continua Guarnieri - sarebbe stata di due giornate solo per alcune specie e con limitazioni alla quantità. Una pratica che va avanti da anni. Purtroppo, malgrado le belle parole e le promesse del presidente Zingaretti anche in campagna elettorale, si è arrivati al nulla di fatto. Abbiamo chiesto un incontro – conclude Guarnieri - per capire se ci può essere uno spiraglio per un ripensamento visto che i tempi tecnici ci sarebbero. Aspettiamo e vedremo, altrimenti siamo pronti ad inscenare anche manifestazioni per ribadire quello che per noi è un diritto come la pratica dell’esercizio venatorio secondo i canoni, le regole e le prerogative di sempre».

IL CALENDARIO
Tornando al calendario venatorio approvato per la prossima stagione ormai alle porte, nel Lazio salvo diverse disposizioni si aprirà domenica 16 settembre. La chiusura è fissata al 31 gennaio con un posticipo al 10 febbraio per alcune specie (colombaccio, cornacchia grigia, gazza e ghiandaia).
Per il cinghiale sono massimo 42 giornate di caccia: si parte dal 20 ottobre nelle zone assegnate a squadre autorizzate. Nelle zone non assegnate alle squadre autorizzate la caccia al cinghiale sarà consentita dal inizio novembre al 31 gennaio per tre giorni a settimana, che, come per altre specie cacciabili nei periodi consentiti, il cacciatore può scegliere fra quelli di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.

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