Birra del Borgo, esplode la rabbia dei dipendenti con mutui e figli a carico: «Ora inizia la nostra battaglia

Birra del Borgo, esplode la rabbia dei dipendenti con mutui e figli a carico: «Ora inizia la nostra battaglia
di Sabrina Vecchi
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Sabato 29 Gennaio 2022, 00:10

RIETI - Sembrava una normalissima mail di programmazione lavorativa, quella inviata ai dipendenti di Birra del Borgo venerdì 21 gennaio scorso, pochi minuti dopo mezzogiorno. Convocazione online per il giorno stesso, ore 15.30: «Sarà un’importante occasione per avere maggiori dettagli in merito ai nostri obiettivi futuri e le prossime sfide», si legge nel testo inviato a tutto il team del birrificio di Borgorose. «Non ci siamo allarmati viste le motivazioni della riunione - dice un manager dell’azienda - e considerato il poco preavviso non ha neppure partecipato il personale per intero, non tutti controllano la posta elettronica continuamente». 

La scoperta. L’amara scoperta è avvenuta solo poche ore dopo dietro gli schermi dei computer, quando ai dipendenti è stato comunicato «in poche parole» e «con domande lasciate senza risposta» il drastico ridimensionamento delle forze lavoro in merito ad alcuni settori, come ad esempio il marketing, le vendite, i locali di ristorazione romani. 
«Il danno e la beffa - racconta il dipendente - di fatto ci hanno comunicato i licenziamenti perché molti ambiti verranno sradicati ed esternalizzati in funzione di Ab-InBev, la multinazionale che ha acquisito Birra del Borgo nel 2016».

In realtà, da allora era rimasto tutto grosso modo invariato e le cose sembravano anzi andare a gonfie vele, fino a una settimana fa. Ma il sentore c’era. «Alcuni di noi avevano qualche percezione di una standardizzazione verso il basso, avevamo compreso che l’intenzione era quella di abbassare la potenzialità del prodotto», spiega il dipendente. La doccia fredda nero su bianco arriva però alle ore 16.39 dello stesso giorno, quando sempre via mail il Managing Director ringrazia il team «per aver partecipato alla sessione» e conferma «l’avvio della procedura di licenziamento collettivo che riguarderà le posizioni lavorative della nostra organizzazione indicate durante l’incontro» rimandando ad «ulteriori aggiornamenti sul progredire di questa procedura». 

Dipendenti attoniti. Da allora, è calato il gelo tra dipendenti, clienti e fornitori. E sono calate anche le serrande dei due locali romani e della bottaia di Collerosso. «Finché è stato amministratore delegato Leonardo Di Vincenzo le persone sono state selezionate una ad una, con criteri selezionati e specifici - dice il manager - secondo le capacità professionali e le doti umane di ciascuno. Ci sono persone con figli piccoli, con un mutuo, con situazioni da gestire, liquidate da un momento all’altro senza saper come affrontare questa situazione». Sul futuro dei lavoratori e l’epilogo della vicenda per ora nessuna notizia certa: «Il valore dei dipendenti che hanno portato Birra del Borgo ad essere una eccellenza globale, tanto da essere attenzionata da Ab-InBev - conclude il manager - verrà ora messo in campo anche contro il licenziamento ingiusto ed illegittimo, nelle apposite sedi legali e sindacali». La vertenza è appena iniziata.

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