Hanno la casa nuova pronta ma non vogliono lasciare le “casette”: esplode il caso Amatrice

Hanno la casa nuova pronta ma non vogliono lasciare le “casette”: esplode il caso Amatrice
di Marzio Mozzetti
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Lunedì 9 Maggio 2022, 00:10

RIETI - «Che costruiamo a fare nuove case se la gente non lascia la strutture abitative d’emergenza?».  A lanciare l’allarme è il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi. Questa mattina il primo cittadino sarà impegnato insieme al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in una visita ai vari cantieri di Amatrice, ma nonostante la ricostruzione ed i buoni propositi per il futuro, resta l’amaro in bocca per il comportamento di alcuni cittadini. 
«La cosa più sconsolante e deprimente è che al momento, su trenta assegnatari di Sae che possono tornare a vivere in una vera casa, solo sette le hanno lasciate - prosegue Cortellesi - e le motivazioni sono le più creative, per usare un eufemismo. Anche perché si tratta di rispettare ordinanze della Protezione civile e regolamenti comunali ben precisi». 

La delusione. Cortellesi si dice deluso ed amareggiato e chiede un cambio di passo con «l’abbandono di una mentalità assistenziale, di un vittimismo che ha fatto il suo tempo, della logica del tutto dovuto, che stanno diventando un pericoloso ostacolo per la ripresa economica e sociale della nostra comunità. L’ho detto e ripetuto in tante occasioni: i troppi aiuti non aiutano. E adesso con le Sae lo stiamo vedendo in concreto». 

Combattendo tutti i giorni con le criticità della ricostruzione il sindaco spiega che non si può accettare «questa resistenza ingiustificata, molto poco solidale e costruttiva: questo comportamento non è rispettoso verso chi ancora non è riuscito a far ricostrure la propria abitazione, e non è rispettoso verso le centinaia di cittadini che sperano di tornare presto ad una quotidianità perduta a causa del terremoto», Giorgio Cortellesi. Questa mattina il primo cittadino sarà impegnato insieme al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in una visita ai vari cantieri di Amatrice, ma nonostante la ricostruzione ed i buoni propositi per il futuro, resta l’amaro in bocca per il comportamento di alcuni cittadini. 

«La cosa più sconsolante e deprimente è che al momento, su trenta assegnatari di Sae che possono tornare a vivere in una vera casa, solo sette le hanno lasciate - prosegue Cortellesi - e le motivazioni sono le più creative, per usare un eufemismo. Anche perché si tratta di rispettare ordinanze della Protezione civile e regolamenti comunali ben precisi». 

L'esortazione. Cortellesi si dice deluso ed amareggiato e chiede un cambio di passo con «l’abbandono di una mentalità assistenziale, di un vittimismo che ha fatto il suo tempo, della logica del tutto dovuto, che stanno diventando un pericoloso ostacolo per la ripresa economica e sociale della nostra comunità. L’ho detto e ripetuto in tante occasioni: i troppi aiuti non aiutano. E adesso con le Sae lo stiamo vedendo in concreto». 

Combattendo tutti i giorni con le criticità della ricostruzione il sindaco spiega che non si può accettare «questa resistenza ingiustificata, molto poco solidale e costruttiva: questo comportamento non è rispettoso verso chi ancora non è riuscito a far ricostrure la propria abitazione, e non è rispettoso verso le centinaia di cittadini che sperano di tornare presto ad una quotidianità perduta a causa del terremoto»

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