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Alessandro Baricco al tendone
della Protezione civile di Cittareale
incanta il popolo dei terremotati

Alessandro Baricco al tendone della Protezione civile di Cittareale incanta il popolo dei terremotati
di Alessandra Lancia
1 Minuto di Lettura
Sabato 23 Giugno 2018, 21:10

RIETI - Racconta di Palamede, il preferito dalle Muse, Alessandro Baricco, e accanto al palco allestito sotto il tendone della Protezione civile a Cittareale soffrigge il sugo e bolle l’acqua. Fuori fa scuro, arrivano i nitriti dei cavalli. Baricco racconta di Palamede, tradito da Odisseo e censurato da Omero, e gli uomini della Pro loco col grembiule escono dalla cucina e si siedono ad ascoltarlo.

Servono storie per passare le serate in questi borghi remoti. Servono parole, tante parole per ricacciare le solitudini di quassù, e Baricco prima e la splendida Valeria Solarino poi, le hanno e non ne risparmiano. Ad ascoltarli in “Palamede, l’eroe cancellato” sale anche tanta gente da Rieti e i romani di ritorno. Il tendone é al completo.

«Questo è uno spettacolo che si fa praticamente da solo, è un racconto - dice Baricco prima di cominciare - capita di fare serate in posti particolari, che so’, in carcere o anche nei paesi. Ma certo con questo odorino di cucina non mi era mai capitato», ride. E va dietro al telone a salutare i cuochi, al lavoro per la cena che seguirà lo spettacolo.

Si informa, Baricco, come vive la gente, che fa. «Certo che chi rimane a vivere qui ha una forza. Ma d’altronde come lo fermi l’esodo?», si chiede. Una buona storia da raccontare può servire, almeno per una sera. Domenica pomeriggio si replica, ad Amatrice.

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