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Vaticano, semiologi di 7 università studiano il "caso Bergoglio"

Vaticano, semiologi di 7 università studiano il "caso Bergoglio"
di Franca Giansoldati
2 Minuti di Lettura
Martedì 7 Novembre 2017, 11:21 - Ultimo aggiornamento: 14:07

Città del Vaticano  - Per la prima volta i processi e le modalità di narrazione di un Papa diventano oggetto di studio di un network di semiologi a livello accademico. Roma, Cagliari, Bologna, Torino, Palermo, la Luiss e la Cattolica di Milano sono gli atenei che hanno sezionato il «caso Bergoglio», non tanto per studiare il suo lessico le sue encicliche ma vedere come, attraverso la sua presenza sulla scena mondiale, finisca per influenzare i processi del soft power, sfruttando il modo di raccontare le cose, i neologismi, i gesti, l'abbigliamento, la scelta di incontrare chi e quando, fino a trasmettere un senso coerente in grado di ricostruire un universo discorsivo che rilegittimi la Chiesa e la religione in Occidente. Il processo di studio è andato avanti per mesi, dietro le quinte, incoraggiato dalla Segreteria vaticana delle Comunicazioni, prendendo per esame i quattro anni di pontificato e il periodo di sfiducia complessiva nelle autorità e nelle istituzioni.

l caso Bergoglio si è imposto ai semiologi per una modalità di esercitare la leadership capace di essere soggetto di carisma, più che per l'esercizio del potere. Da qui sono partiti gli studi accademici che sono stati raccolti in un volume («Il racconto di Francesco») che verrà presentato il 9 novembre nella sede della Rai, a Viale Mazzini da monsignor Dario Viganò, Segretario della Comunicazione e dalla presidente Monica Maggioni. Il lavoro di ricercatori e docenti è firmato da Maria Pia Pozzato, università di Bologna; Francisco Sedda, università di Cagliari; Massimo Leone università di Torino; Dario Mangano università di Palermo; Paolo Peverini università Luiss, Ruggero Eugeni università Cattolica.


 

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