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Vaticano, convegno sul padre della teoria del Big-Bang, il prete che ispirò Einstein e Hawking sui buchi neri

Vaticano, convegno sul padre della teoria del Big-Bang, il prete che ispirò Einstein e Hawking sui buchi neri
di Franca Giansoldati
2 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Maggio 2017, 12:08 - Ultimo aggiornamento: 17:43

Il Vaticano rende omaggio al padre della teoria del Big Bang, un prete, George Lemaitre, i cui studi sui Buchi Neri furono poi elaborati da Albert Einstein e, più recentemente, da Stephen Hawking. Da domani al 12 Maggio la Specola Vaticana di Castel Gandolfo ospita una conferenza scientifica dal titolo “Buchi Neri, Onde Gravitazionali e Singolarità dello Spazio-Tempo” (Black Holes, Gravitational Waves and Space-Time Singularities), alla presenza di premi Nobel e astrofisici di fama internazionale, per rendere omaggio alla figura di monsignor Lemaître, a cinquant’anni dalla sua morte.

Sconosciuto ai più ma non alla comunità scientifica a Lemaitre si deve l'elaborazione della teoria del Big-Bang. Già negli anni venti si era capito che le misure delle velocità di recessione delle galassie mostravano un inspiegabile moto di allontanamento la cui origine era sconosciuta. Lemaître fu il primo a spiegare nel 1927 il moto di recessione delle galassie come un effetto dell’espansione dell’universo, e non come un moto tipico degli oggetti osservati. Egli ottenne questo risultato risolvendo le complesse equazioni della allora giovane teoria della relatività di Einstein, che prevede la possibilità che la geometria stessa della distribuzione delle masse si comporti come vera e propria sorgente di energia, capace di curvare la geometria dello Spazio-Tempo. Tuttavia è la sua teoria dell’Atomo Originario, poi passata alla storia come Big-Bang, la ragione per cui è diventato famoso. Egli capì, dalla soluzione cosmologica che aveva trovato nel 1927, che andando indietro nel tempo l’Universo. In questi giorni a Castelgandolfo si parlerà dell'origine dei buchi neri. Ma cosa sono? Einstein riteneva che ciò che capita entro un certo raggio dal centro del buco nero, sia materia o radiazione luminosa, finisce per essere inghiottito dalla sua immensa forza attrattiva.

Nel 1974 tuttavia, in base ad alcune considerazioni di meccanica quantistica, Hawking teorizzò che i buchi neri avrebbero dovuto emettere qualche tipo di radiazione luminosa, da allora nota come radiazione di Hawking, e con ciò perdere una piccola quantità di energia. Tutto questo, secondo l'equivalenza di massa ed energia stabilita dalla stessa teoria relativistica, equivale a dire che i buchi neri possono arrivare a perdere massa. In un tempo molto lungo, dunque, potrebbero evaporare.

La conferenza della Specola Vaticana si confronterà sulle più importanti questioni aperte della cosmologia e dell’astrofisica moderna: cosa accade dentro un buco nero? Qual è il destino ultimo del cosmo? Cosa è successo nei primi istanti del Big-Bang? La conferenza è stata organizzata anche con il contributo di INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e INFN. (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

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