Migranti, il Papa: «Serve una gestione condivisa, non sono numeri»

Giovedì 14 Giugno 2018 di Franca Giansoldati
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CITTA' DEL VATICANO - «Serve una gestione globale e condivisa sulla migrazione internazionale». Papa Francesco riflette sul tema dei migranti in Messico, ondate di clandestini che tentano ogni giorno di attraversare il confine con gli Usa. In un messaggio inviato ad un simposio organizzato in Vaticano con la collaborazione dell'ambasciata messicana, il Papa allarga lo sguardo e riflette su un problema molto più vasto. Nella questione della
 migrazione «non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la 
loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro
aspirazioni. Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle,
 hanno bisogno di una protezione continua, indipendentemente dal 
loro status migratorio». La richiesta che arriva da Francesco ai politici è di prestare maggiore 
attenzione per i bambini e le famiglie. «Tutti costoro sperano
 che abbiamo il coraggio di abbattere il muro di quella
 complicità  comoda e muta che aggrava la loro situazione di
 abbandono».

«
Un’attenzione speciale va riservata ai migranti bambini, alle 
loro famiglie, a quanti sono vittime delle reti del traffico di 
esseri umani e a quelli che sono sfollati a causa di conflitti, 
disastri naturali e persecuzioni. Tutti costoro sperano che 
abbiamo il coraggio di abbattere il muro di quella complicità 
comoda e muta che aggrava la loro situazione di abbandono e che 
poniamo su di loro la nostra attenzione, la nostra compassione e 
la nostra dedizione».

Nel messaggio Francesco sottolinea che «occorre un cambiamento di 
mentalità: passare dal considerare l’altro come una minaccia alla 
nostra comodità allo stimarlo come qualcuno che con la sua 
esperienza di vita e i suoi valori può apportare molto e 
contribuire alla ricchezza della nostra società». 

Per il Papa, «al fine di far fronte e dare risposta al fenomeno della 
migrazione attuale, è necessario l’aiuto di tutta la Comunità 
internazionale, dal momento che esso ha una dimensione 
transnazionale, che supera le possibilità e i mezzi di molti 
Stati. Questa cooperazione internazionale è importante in tutte 
le tappe della migrazione, dal Paese di origine fino alla 
destinazione, come pure nel facilitare il ritorno e il transito. 
In ognuno di questi passaggi, il migrante è vulnerabile, si sente 
solo e isolato. Prendere coscienza di questo è di capitale 
importanza se si vuole dare una risposta concreta e degna a 
questa sfida umanitaria». © RIPRODUZIONE RISERVATA