Papa Francesco convoca a Santa Marta i cardinali consiglieri

Lunedì 10 Settembre 2018 di Franca Giansoldati
Città del Vaticano - Papa Francesco vista la crisi sollevata dal memoriale diffuso da monsignor Viganò - che ha provocato un largo movimento di protesta all'interno della Chiesa per come in passato sono stati protetti in Vaticano cardinali o vescovi abusatori, - ha convocato il Consiglio della Corona. Da stamattina fino a mercoledì ha chiamato a Santa Marta i cardinali consiglieri che compongono il C9 e che stanno lavorando da tre anni alla riforma generale della curia.

Nel frattempo, da ambienti ultra conservatori americani, è filtrata la notizia che Papa Francesco ha dato mandato alla gendarmeria vaticana di raccogliere ogni informazione possibile per sapere dove si è rifugiato monsignor Viganò, da settimane nascosto all'estero in un luogo segreto perchè teme per la sua vita. E' possibile che Viganò possa essere incriminato per avere divulgato nel suo dossier materiale riservato e coperto da segreto pontificio. Al momento il Vaticano non ha confermato nessuna di queste ipotesi ma i rumors si fanno sempre più potenti.

Viganò nel memoriale di 11 pagine, che il Papa ha liquidato in modo sprezzante definendolo un «comunicato» - accusa cardinali e vescovi di comportamenti omissivi, mettendo in luce gli insabbiamenti che a vari livelli sarebbero avvenuti in Vaticano per proteggere l'ex cardinale McCarrick. Accuse pesantissime. 

La prossima settimana a Roma arriverà una delegazione di vescovi americani guidata dal cardinale Daniele DiNardo. Di Nardo aveva chiesto una udienza al pontefice subito dopo la pubblicazione del documento di Viganò spiegando che gli interrogativi contenuti in quei fogli meritavano una risposta e non il silenzio. «Occorrono risposte basate su prove e senza quelle prove si rischia che la reputazione di uomini innocenti venga macchiata da accuse false, mentre i colpevoli restano liberi di ripetere i peccati del passato». Il cardinale americano aggiungeva che sono giorni difficili per tutti «ed esprimiamo al Papa il nostro affetto fraterno mentre la ferita aperta degli abusi ci sfida ad essere fermi e decisi nella ricerca di verità e giustizia».


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