Il Vaticano costretto a diffondere il testo integrale della lettera di Ratzinger dopo bugie, sbianchettature e omissioni

Sabato 17 Marzo 2018 di Franca Giansoldati
8

Città del Vaticano – Quando si dice che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. La soap opera pasticciata della lettera di Ratzinger utilizzata nei giorni scorsi dal Vaticano come endorsement per il pontificato in corso, visto che Francesco è bersagliato da ogni dove, soprattutto da chi lo accusa di essere zoppicante in teologia, si arricchisce di un nuovo tassello. Il colpo di scena stavolta è arrivato in serata con la diffusione integrale, senza sbianchettature, del testo scritto da Benedetto XVI al Prefetto della Segreteria per la Comunicazione, don Dario Viganò.

Un mese fa aveva sollecitato il Papa emerito chiedendogli di scrivere un giudizio sulla collana teologica dedicata al pensiero di Bergoglio. L'esito avrebbe dovuto essere diverso ma l'operazione mediatica non è andata a buon fine, visto che, tassello dopo tassello, si è rivelata un boomerang per l'immagine stessa del Vaticano. Omissioni, censure, tagli in quella che doveva rimanere una corrispondenza privata.

Prima c'è stata la diffusione parziale del testo, con l'omissione di un paragrafo che ne avrebbe depotenziato il messaggio enfatico iniziale, a sostegno di Papa Bergoglio. Poi il giallo delle immagini con quella fotografia taroccata a corredo del materiale diffuso ai giornalisti proprio per non mostrare la parte censurata del testo. Il Vaticano si è difeso con una frottola, dicendo che il testo era stato letto “integralmente” durante la conferenza stampa di presentazione della collana di libri teologici. Aggiungendo inoltre che, in ogni caso, si trattava di una fotografia volutamente sfocata perchè artistica. Insomma niente dolo solo una serie di circostanze sbagliate.

Eppure qualcosa non tornava ancora, visto che nella lettera di Papa Ratzinger c'erano ancora due paragrafi tagliati. In uno spiegava di non aver letto i libri e di non avere nessuna intenzione di farlo neppure in un prossimo futuro per mancanza di tempo. Nel secondo annotava con stupore che tra i teologi chiamati a scrivere nella collana, c'era anche un noto studioso tedesco che durante il suo pontificato si era distinto in Germania per denigrare il Magistero della Chiesa e il papato. Dagli ultimi paragrafi si capisce senza ombra di dubbio che la lettera che è stata resa pubblica era stata scritta da Ratzinger per rimanere riservata. E non di certo manipolata in quel modo. Un incidente mediatico piuttosto grave che arriva a ridosso di una campagna vaticana tesa a condannare le fake news.

 

Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 08:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA