L'ira di Papa Francesco contro l'Ordine di Malta: «Collaborate con la commissione di inchiesta»

L'ira di Papa Francesco contro l'Ordine di Malta: «Collaborate con la commissione di inchiesta»
di Franca Giansoldati
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Martedì 17 Gennaio 2017, 15:41 - Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 13:51

Città del Vaticano - Papa Francesco stavolta ha perso la pazienza e attraverso un comunicato ufficiale è intervenuto per intimare ai riottosi vertici dell'Ordine di Malta di rassegnarsi a cooperare totalmente con la commissione di inchiesta da lui voluta. Obbedienza. Una guerra di tali proporzioni in Vaticano nessuno la aveva prevista, da quando il Gran Maestro, Matthew Festing, un nobile inglese noto per le sue uscite stravaganti ed eccentriche, ha screditato pubblicamente la commissione investigativa della Santa Sede incaricata di raccogliere il materiale necessario per riportare pace nell'Ordine cavalleresco più antico del mondo. Un momento drammatico dopo il siluramento del Gran Cancelliere tedesco Boeselager, colpevole agli occhi di Festing, di avere fatto distribuire dei profilattici ai medici volontari dell'Ordine impegnati in zone di guerra. Praticamente un pretesto. La decapitazione improvvisa aveva avuto la copertura del cardinale ultra tradizionalista Raimond Burke (uno dei quattro porporati anti-bergogliani dei 'dubia') patrono dell'Ordine, il quale pare abbia dato man forte a Festing assicurandogli di avere dalla sua parte l'appoggio papale.

Insomma, un pasticcio nel pasticcio, che si ingrossa man mano che il tempo passa. A sciogliere il groviglio sono stati chiamati cinque membri della commissione vaticana, nominati poco prima di Natale da Francesco: un nunzio che per anni ha lavorato a Ginevra, un banchiere cattolico ed altri tre cavalieri dell'Ordine. Nomine che Festing non ha gradito, replicando al Vaticano la sua decisione a con collaborare con loro visto. A suo dire ci sarebbe l'incompatibilità con l'incarico investigativo a causa – ha spiegato Festing in una lettera – di un non ben precisato fondo istituito a Ginevra. Le pesanti insinuazioni di Festing hanno costretto il Papa a mettere i puntini sulle i. Obbedienza. “La Santa Sede conferma la sua fiducia nei cinque componenti del gruppo e rifiuta, in base alla documentazione in suo possesso, ogni tentativo di screditarne le figure e l’opera. La Santa Sede confida nella piena collaborazione di tutti in questa fase così delicata, e attende la relazione del suddetto gruppo per adottare, in ciò che le compete, le decisioni più opportune per il bene del Sovrano Ordine Militare di Malta e della Chiesa”.

Il Papa ha poi voluto ribadire il suo appoggio al lavoro dei volontari dell'Ordine di Malta che svolgono in tanti paesi del mondo secondo “: la tuitio fidei (la difesa della fede) e l’Obsequium pauperum (il servizio ai poveri, ai malati e alle persone più vulnerabili)”. Un comunicato dai toni tutt'altro che distensivi che evidenzia l'atteggiamento negativo del vertice, rispetto all'operato della base formata dai volontari. Per l'Ordine fondato ai tempi delle crociate si tratta di una crisi di proporzioni mai viste, esplosa a causa di un clima interno piuttosto cristallizzato e polveroso, privo di quei ricambi generazionali capaci di rivitalizzarne la linfa.

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