Appello del cardinale Becciu, ortodossi e cattolici difendano uniti la famiglia e le radici cristiane dell'Europa

Appello del cardinale Becciu, ortodossi e cattolici difendano uniti la famiglia e le radici cristiane dell'Europa
di Franca Giansoldati
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Lunedì 24 Settembre 2018, 17:32

Città del Vaticano – Cristiani di tutta Europa unitevi per difendere la famiglia e le radici cristiane del continente. L'appello è stato lanciato da Bucarest dal cardinale Angelo Becciu durante la beatificazione della Maria Goretti rumena, Veronica Antal, una giovane ragazza uccisa nel 1958 da un giovane che voleva stuprarla. Fu ritrovata in un campo il giorno dopo dissanguata per le coltellate ricevute e la corona del rosario stretta in mano. Veronica Antal avrebbe voluto farsi suora ma il regime comunista, sopraggiunto nel 1948, soppresse tutti gli Istituti religiosi. Dopo il crollo del regime, i Frati Minori Conventuali della Romania s’incaricarono di raccogliere le testimonianze, in vista dell’apertura della causa di beatificazione.

Il nuovo prefetto della Congregazione per i Santi, durante la cerimonia di beatificazione, ha parlato di Veronica Antal come modello nella testimonianza  del Vangelo avvenuto in un contesto tragico di grandi sofferenze e di persecuzione per i cristiani, ortodossi e cattolici. Oggi che le cose sono radicalmente cambiate, ma un campo di «collaborazione particolarmente importante per ortodossi e cattolici riguarda la difesa delle radici cristiane dell’Europa e dei valori cristiani e la comune testimonianza su temi come la famiglia, la bioetica, i diritti umani, l’onestà nella vita pubblica, l’ecologia. L’impegno unitario su tali argomenti offrirà un importante contributo alla crescita morale e civile della società».

In Romania, come del resto negli altri paesi dell'Est, ortodossi, cattolici e protestanti furono incarcerati non solo perché si opponevano al regime, ma anche perché erano pronti a testimoniare la loro fede. Il cardinale Becciu ricorda che tutti i vescovi della Chiesa Greco-Cattolica in Romania, e quelli della Chiesa Cattolica di rito latino furono perseguitati e incarcerati; «e con essi molti sacerdoti, religiosi e le religiose. L’educazione leninista-marxista, fu dannosa per l’intera società romena, poichè escludeva Dio e i valori cristiani dall’orizzonte di vita della gente, nel tentativo di distruggere le anime».

Nonostante la violenza, la persecuzione e la detenzione, in questo Paese i cristiani hanno mostrato un grande coraggio nel dono di sé. Proclamando beata Veronica Antal, «pensiamo al loro sacrificio, che rimane scolpito con i colori del sangue nella storia del Novecento».

Il 6 e il 7 ottobre in Romania si vota per un referendum per modificare la definizione del matrimonio presente nella Costituzione. L'iniziativa referendaria è partita dalla Coalizione per le famiglie, un’associazione, composta di 30 Ong rumene, di cui fanno parte anche organizzazioni cattoliche e i vescovi cattolici che hanno espresso il loro pieno appoggio all’iniziativa.

La domanda del referendum che sarà sottoposta agli elettori è «Siete d’accordo con la legge di revisione della Costituzione della Romania nella forma adottata dal Parlamento?» Nella formulazione attuale della costituzione si afferma che «la famiglia è fondata sul matrimonio liberamente contratto dai coniugi», mentre la proposta sottoposta al referendum precisa che il matrimonio viene contratto da «un uomo e una donna, uguali tra di loro e si basa sul diritto dei genitori di assicurare la crescita, l’educazione e l’istruzione dei figli».















 

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