PAPA FRANCESCO

L'Ordine di Malta cede a Papa Francesco e reintegra il cavaliere tedesco destituito

Sabato 28 Gennaio 2017 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano Uno a zero per i tedeschi. La battaglia intestina dell'Ordine di Malta, combattuta a colpi di sfiducia tra conservatori e progressisti, sviluppatasi sui preservativi distribuiti di nascosto in Myanmar fino alle clamorose dimissioni del Gran Maestro Festing su pressing papale, si è conclusa con il ritorno immediato del barone defenestrato Boeselager, il cavaliere tedesco silurato da Festing lo scorso 6 dicembre. Ieri il Papa, alla vigilia della riunione del Sovrano Consiglio (chiamato a ratificare o a rigettare l'uscita di scena di Festing), aveva inviato una personale supplica ai membri, ricordando loro il valore dell'unità e la tradizionale obbedienza al papato da parte del più antico Ordine cavalleresco. La moral suasion di papa Bergoglio ha avuto l'effetto sperato, e con il voto di oggi pomeriggio le dimissioni del Gran Maestro sono state confermate. Il rischio che non venissero accolte è stato allontanato. Il Gran Maestro è una figura eletta a vita.

La riunione è avvenuta nel Palazzo di Malta di Via Condotti è durata un paio di ore. “Il Sovrano Consiglio ha ringraziato sentitamente Fra’ Matthew Festing per il grande servizio reso al Sovrano Ordine di Malta nel corso di questi ultimi nove anni. Successivamente, il Sovrano Consiglio presieduto dal Luogotenente Interinale ha revocato i decreti con le procedure disciplinari e la sospensione dall’Ordine di Albrecht Boeselager, che riassume la carica di Gran Cancelliere con effetto immediato”. A questo punto la macchina organizzativa per eleggere un nuovo Gran Maestro si è messa in modo anche se il cammino per arrivarci sarà lungo. Chissà se anche stavolta, esattamente come nove anni, si scontreranno in 'conclave' i cavalieri tedeschi e quelli inglesi. Per statuto possono votare solo i cavalieri professi (coloro fanno voto di castità, povertà e obbedienza alla Chiesa).

Il Sovrano Consiglio ha voluto ringraziare anche il ruolo svolto nei giorni scorsi dal cardinale Parolin, Segretario di Stato, ed esecutore della linea di rigore di Papa Francesco e amico di Boeselager. Tre giorni fa aveva inviato una lettera ai cavalieri per azzerare tutti gli atti amministrativi successivi al 6 dicembre, vale a dire al siluramento del Gran Cancelliere Boeselager. “Il Santo Padre, sulla base dell'evidenza emersa dalle informazioni da lui assunte, ha determinato che tutti gli atti compiuti dal Gran Maestro dopo 
il 6 dicembre 2016 sono nulli e invalidi. Cosi’ anche quelli 
del Sovrano Consiglio, come l’elezione del Gran Cancelliere ad 
interim". Come dire che ogni operazione, anche amministrativa o finanziaria, era da considerarsi invalida. E' ormai è evidente che la storia della distribuzione dei preservativi (costata la testa al Gran Cancelliere) è stata solo un pretesto per nascondere una lotta di potere, con due diverse visioni che si sono scontrate e che sono state alimentate dietro le quinte dal cardinale Burke, il patrono dell'Ordine, un conservatore rigidissimo e dall'inizio del pontificato avverso a ogni novità portata avanti da Papa Bergoglio.

Il Papa prima di arrivare a chiedere le dimissioni al Gran Maestro fra' Festing – una figura eletta a vita e obbligata ai voti di castità, obbedienza e povertà – aveva ricevuto il rapporto redatto di una commissione investigativa istituita a dicembre per indagare tra le pieghe della gestione dell'ordine cavalleresco e per capire chi fosse l'avvelenatore dei pozzi. L'incarico ricevuto da un ex nunzio, un giurista, un banchiere e due cavalieri era di fare luce sulle radici della crisi interna.

  Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 18:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA