Medjugorje commissariata: arriva l'inviato di Papa Francesco

Venerdì 1 Giugno 2018 di Franca Giansoldati
CITTÀ DEL VATICANO - La «Madonna postina» la citazione è di Papa Francesco che dall'estate del 1981 appare ai sette veggenti di Medjugorje a ore prestabilite, come se fosse perennemente in onda una specie di palinsesto del soprannaturale, continua a essere fonte di enormi grattacapi per la Chiesa. In attesa di sciogliere il rebus delle apparizioni se sono da considerarsi miracolose, oppure se sono il frutto della fantasia dei veggenti - Papa Francesco ha deciso di procedere per gradi e, intanto, normalizzare il fenomeno dei pellegrinaggi cresciuto in modo esponenziale in questo tempo: si calcola (per difetto) che almeno un milione e mezzo di persone ogni anno si dirigano da tutto il mondo in questa cittadina della Bosnia Erzegovina che, negli anni Ottanta, era solo un paesino poverissimo.

Oggi è un centro vitale e pieno di hotel, attività immobiliari, ristoranti, ostelli, chiese, monasteri sorti attorno al grande santuario nel quale vengono celebrate messe a ripetizione, cresime, confessioni e comunioni. Queste ultime superano la cifra di due milioni l'anno, il che la dice lunga sull'importanza di Medjugorje per la vita della Chiesa.
 
Ieri mattina Papa Francesco ha annunciato la nomina di un «visitatore apostolico a tempo indeterminato». Si tratta di un incarico di controllo permanente affidato a Henryk Hoser, lo stesso vescovo polacco che l'anno scorso era stato mandato a fare una ispezione in loco per individuare eventuali abusi di natura liturgica. Una specie di commissariamento necessario a impostare il passaggio successivo, dare il via libera ai pellegrinaggi (che finora si svolgono in forma privata, senza nessuna autorizzazione da parte della Santa Sede). Sono anni che la Madonna di Medjugorje è fonte di problemi per il Vaticano. Giovanni Paolo II fu il primo pontefice ad occuparsene e nonostante la sua spiccata devozione mariana evitò accuratamente di sdoganarla. Successivamente Benedetto XVI istituì una commissione teologica (presieduta dal cardinale Ruini) per verificare l'autenticità delle apparizioni. Il rapporto finale non è mai stato reso pubblico ma si dice che siano state riconosciute solo le prime sette apparizioni. Su tutte le altre migliaia e migliaia pesa il dubbio della suggestione. Arrivato in Vaticano Francesco, tra i dossier più urgenti, ha trovato quello delle apparizioni in Bosnia Erzegovina. Ai giornalisti disse di non credere ad una Madonna che «fa la postina e diffonde messaggi ad una certa ora prestabilita».

Tuttavia la realtà di Medjugorje resta complessa e non liquidabile tanto facilmente anche perché su quella collina pietrosa, dove avvennero le prime visioni, si verificano ogni giorno conversioni di fede. Gente che cambia radicalmente la propria vita e torna a casa con un cuore nuovo. Forse i veri miracoli sono proprio questi. Insomma un autentico rompicapo che finora è stato al centro di contese e di speculazioni.

La nomina di monsignor Henryk Hoser a «visitatore permanente e definitivo» significa il voler normalizzare un fenomeno religioso enorme. Il vescovo di Mostar Ratko Peric - sotto la cui giurisdizione si trovava fino a ieri Medjugorje è sempre stato contrario a riconoscere qualsiasi credibilità, contestando persino le risultanze della commissione istituita da Benedetto XVI.

La missione del Visitatore apostolico permanente ha la «finalità di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze richiedono una peculiare attenzione». Hoser che avra' residenza a Medjugorje si rallegra: «Il culto di Medjugorje è autorizzato. Non è proibito e non deve svolgersi di soppiatto». Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 10:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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