L'enciclica verde no-global di Francesco compatta tutti, dal Wwf a Greenpeace

Giovedì 18 Giugno 2015 di Franca Giansoldati
CITTA' DEL VATICANO - Conquista Greenpeace, ma anche Il Wwf. Per i geologi è un messaggio d’amore per la terra. Per l’associazione Assorinnovabili è un messaggio di speranza. Laudato si’, l’enclicica verde di Papa Francesco, si sarà anche tirata addosso gli strali dei petrolieri e delle multinazionali che sfruttano i Paesi in via di sviluppo, in compenso sta compattando il mondo dei social, degli ambientalisti, dei no global. Tutti uniti a dire che la riconversione ecologica a livello planetario è possibile e va condivisa.

Non solo. Sta unendo i cristiani – protestanti, ortodossi, cattolici – in una battaglia comune e condivisa, la salvaguardia del creato. Tanto che il metropolita di Pergamo Zizioulas, il massimo esponente della teologia del mondo ortodosso greco, rappresentante del patriarca ecumenico ortodosso Bartolomeo, ha proposto una data di preghiera per l'ambiente comune a tutti i cristiani, il primo settembre. La proposta è stata fatta nella conferenza stampa di presentazione dell'enciclica in Vaticano, sottolineando che la lettera di Francesco rappresenta un "appello all'unità" e, ricordando l'impegno di lungo periodo del patriarcato di Costantinopoli a favore dell'ambiente, mettendo in luce le implicazioni teologiche e la natura spirituale delle tematiche ecologiche, suggerendo inoltre l'introduzione di uno specifico "peccato ecologico".

Entusiaste le parole del WWF, solitamente assai critico nei confronti del magistero della Chiesa, nonostante nell’enciclica vi siano passaggi in cui si sottolinea che non è possibile scindere l’ecologia ambientale da quella umana. Tradotto, non si possono difendere le specie in via di estinzione, e poi non battersi contro l’aborto o la teoria del gender.

"Il messaggio di Papa Francesco aggiunge un approccio morale, tanto necessario per il dibattito sul clima. Il cambiamento climatico non è più solo una questione scientifica; è sempre più una questione morale ed etica. Esso colpisce le vite, i mezzi di sussistenza e i diritti di tutti, in particolare delle comunità povere, emarginate e vulnerabili", afferma Yolanda Kakabadse, Presidente del WWF Internazionale.



"Di fronte a questa sfida con la natura e la famiglia umana, dobbiamo rispettare la nostra casa comune e usarla con giudizio e con giustizia. Solo riscoprendo la nostra solidarietà con l'altro, riducendo gli sprechi e adottando consumo e produzione sostenibili, possiamo salvare il pianeta, la sua vibrante diversità della vita e garantire un futuro prospero per tutti noi”.



Il presidente della Caritas, Tagle, da Manila ha commentato che il 2015 deve essere l'anno di decisioni concrete, giuste e di ampia portata, l'anno in cui nessuno potrà non tenerne conto per riequilibrare le disuguaglianze tra ricchi e poveri.

Ultimo aggiornamento: 15:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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