Usa, il controllo della Camera e del Senato restano ai Repubblicani

Il Congresso
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Mercoledì 9 Novembre 2016, 02:55 - Ultimo aggiornamento: 13:39

Non solo l'elezione di DOnald Trump a presidente degli Stati Uniti. Anche il controllo della Camera e del Senato (rinnovato solo per un terzo) resta ai Repubblicani. Confermati fra gli altri Rand Paul, in Kentucky, e Marco Rubio in Florida. 

Al senato i democratici speravano di poter strappare al Gop la maggioranza di 54 a 44 precedente le elezioni, con due senatori indipendenti inquadrati nel gruppo democratico. A spoglio ancora in corso, i repubblicani possono contare invece ora su 51 seggi, contro i 47 dei democratici (oltre ai due indipendenti). Nell'election day erano in ballo un terzo dei seggi senatoriali, 34 in tutto, insieme a tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti.

Il mantenimento del controllo repubblicano sulla Camera bassa era ampiamente atteso alla vigilia del voto, data la consistente maggioranza di cui godeva il Gop. I risultati al momento assegnano 235 seggi ai Repubblicani, 192 ai democratici e 8 seggi ancora in ballo. 


Oltre alla Casa Bianca, al termine dell'Election Day i Repubblicani ottengono dunque anche il controllo
di entrambi i rami del Congresso Usa, dopo aver respinto il tentativo dei Democratici di sovvertire gli equilibri del Senato. La vittoria lascia quindi immutato lo scenario al Congresso, segnando un punto fondamentale per l'agenda legislativa del Gop.

Un Congresso a guida repubblicana potrebbe appoggiare alcune delle proposte più controverse lanciate da Trump durante la campagna, come ad esempio la linea dura sull'immigrazione, la costruzione del muro al confine con il Messico e la rivisitazione radicale di alcuni trattati commerciali. Tutte iniziative che sarebbero sicuramente state bloccate da una maggioranza democratica.

Tuttavia, in questi mesi, molti esponenti di spicco del Partito repubblicano hanno espresso la propria contrarietà ad alcune delle proposte più radicali di Trump e resterà da vedere se la maggioranza parlamentare repubblicana si allineerà all'agenda politica del nuovo presidente o ne proporrà una propria. 

Il Senato, inoltre, ha anche il potere di confermare o bocciare le prossime nomine presidenziali per la Corte Suprema. L'attuale Senato a maggioranza repubblicana ha finora congelato la nomina fatta da Barack Obama per completare l'assetto della massima istituzione giudiziaria del Paese, lasciando la Corte con otto giudici.


 

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