Usa 2016, con la vittoria di Trump sui mercati finanziari la parola d'ordine è cautela

Usa 2016, con la vittoria di Trump sui mercati finanziari la parola d'ordine è cautela
di Carlotta Scozzari
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Mercoledì 9 Novembre 2016, 11:40 - Ultimo aggiornamento: 13:22

Le Borse accolgono la vittoria di Donald Trump alle elezioni americane con flessioni che per ora sembrano inferiori alle aspettative. Resta il fatto che nei giorni scorsi esperti e addetti ai lavori continuavano a ripetere che, nel caso in cui avesse avuto la meglio il candidato repubblicano, sulle Borse internazionali si sarebbe registrata tanta volatilità. Ma ora che ha vinto Trump, quali potrebbero essere gli scenari futuri? «L’ondata di sentiment anti-establishment - dice Eric Lonergan, gestore del team Multi-Asset di M&G Invesments - è ormai globale. Brexit non può più essere definita un evento eccezionale. E’ ormai un trend. Donald Trump ha vinto, sfidando il suo partito, i media e la politica tradizionale. Nonostante in questa fase sembri che i Repubblicani manterranno la Camera e il Senato, il Presidente Trump sarà molto più limitato rispetto a quanto sembrava durante la campagna elettorale».

Secondo Lonergan, «l’incertezza più grande è se Trump perseguirà la politica del Trump candidato e, quindi, le sue politiche di anti-commercio, anti-Cina e anti-Messico. Il buon senso suggerisce che il Congresso e i mercati finanziari regoleranno le possibilità di Trump di agire. E’ altrettanto possibile che questi proclami da campagna elettorale siano messi da parte con la responsabilità del potere. Ma la vera preoccupazione è che farà quanto ha detto. La prima reazione del mercato è coerente con il comportamento che abbiamo visto in risposta alle tendenze dei sondaggi. Nelle settimane e mesi seguenti queste oscillazioni potrebbero fare marcia indietro», conclude Lonergan. 

Secondo gli esperti di Axa Investment Managers, «i primi mesi della Presidenza di Trump saranno cruciali nello stabilire le sue priorità e il suo rapporto con il Congresso, in particolare con la Camera dei Rappresentanti. Questo determinerà l'impatto delle sue politiche economiche e i loro effetti sui mercati». In questo contesto, che farà la Federal Reserve (Fed), la banca centrale americana, che a fine dicembre è attesa alla prova del rialzo dei tassi di interesse? «La reazione dei mercati finanziari alla presidenza di Trump - sostengono da Axa Investment Managers - aumenta la possibilità che la Fed tenga in sospeso il rialzo dei tassi al prossimo meeting di dicembre. Tuttavia, a meno che le condizioni finanziarie si inaspriscano in modo persistente nel mese di dicembre, noi restiamo fermi sulla possibilità di un rialzo dei tassi. Riteniamo inoltre possibile che i policymaker saranno propensi a un più rapido rialzo dei tassi rispetto a quanto sarebbe accaduto in caso di una presidenza Clinton».

Gli esperti di Allianz Global Investor si concentrano sull'Europa e ricorrono all'ironia, ritenendo che le Borse del Vecchio continente «potrebbero diventare un baluardo della stabilità rispetto a quelle americane. Nel reddito fisso - aggiungono - nel breve termine riteniamo probabili: una fase di avversione al rischio, rendimenti più bassi e un appiattimento della curva». «L'imprevedibilità di Trump e la sua mancanza di esperienza politica sono motivo più che sufficiente per affrontare i prossimi mesi con una certa cautela», sottolinea Stefan Kreuzkamp, responsabile degli investimenti a Deutsche Asset Management, rilevando che «nonostante ciò, gli investitori debbano tenere i nervi ben saldi» perché non è da dimenticare «che la chiave costante della campagna elettorale di Trump è stata quella di sorprendere continuamente il pubblico: è del tutto possibile che, dopo la sua elezione, egli possa infatti sorprendere i mercati in modo positivo». «Le nostre speranze si basano sul pragmatismo di Trump, la sua capacità di adattamento e in generale la sua scarsa fede politica. C'è la possibilità - aggiunge Kreuzkamp - che possa permettere ai veterani politici in Congresso di approvare un programma repubblicano piuttosto classico».

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