MATTEO SALVINI

Salvini apre al Pd: «Spero disponibili a via di uscita per il Paese. Manovra con meno tasse». Ma i dem dicono no

Venerdì 9 Marzo 2018
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«Non ho fretta, non ho smanie, non ho ambizioni personali se non di mantenere gli impegni con gli elettori. Vado al governo soltanto se posso mantenere gli impegni presi, non mi interessa andare a fare il ministro solo per il gusto di farlo». Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa a Milano. «L'unico candidato premier della Lega è Salvini, lo abbiamo messo nel simbolo e abbiamo preso 5 milioni di voti», ha quindi risposto il leader leghista. «Nomi alternativi? Se arriva uno che vuole attuare il nostro programma - ha risposto Salvini - il presidente del Consiglio lo possono fare anche Pippo, Pluto o Paperino. Ma di geni della lampada non ne vedo in giro». «Ai salvatori della patria non credo, penso che la gente voglia una proposta politica, al tecnico alla Monti o alla Fornero non credo».

«Ho chiesto ai miei parlamentari di essere da domani sulle strade, nei mercati e nei luoghi di lavoro. Partiamo in 183, ma contiamo di arrivare fra cinque anni anni con una pattuglia ancora più forte, più numerosa», ha poi aggiunto Salvini al termine della prima assemblea con i parlamentari eletti, a centro congressi delle Stelline di Milano. L'incontro, a porte chiuse, in cui Salvini è stato anche festeggiato per i suoi 45 anni, che compie oggi, è durato circa tre ore. «Spero che il Pd dopo Renzi sia a disposizione per dare una via d'uscita al Paese a prescindere dalle primarie». Lo ha detto Matteo Salvini, commentando nella conferenza stampa dopo l'incontro con i nuovi parlamentari del Carroccio, la situazione del Partito Democratico. «Il PD è diviso in categorie dello spirito, non si sa con chi parlare» ha concluso.

«Spero che il Pd dopo Renzi sia a disposizione per dare una via d'uscita al Paese a prescindere dalle primarie». Lo ha detto Matteo Salvini, commentando nella conferenza stampa dopo l'incontro con i nuovi parlamentari del Carroccio, la situazione del Partito Democratico. «Il PD è diviso in categorie dello spirito, non si sa con chi parlare».​ Poi atteo Salvini ha ribadito che la Lega non farà alleanze «organiche» con altri partiti, ma nel caso di un governo di centrodestra chiederà sostegno su punti programmatici come il lavoro. «Ormai il Pd è diviso in categorie dello spirito e non si sa con chi parlare», ha detto il segretario della Lega, «ma non penso a maggioranze politiche che abbiano il Pd alleato del centrodestra». 

«Il senso di responsabilità lo devono avere tutti e la nostra risposta al richiamo di Mattarella è scontata ma i primi a essere richiamati alla responsabilità sono quelli che hanno avuto il mandato dagli elettori e vinto le elezioni. La Lega non si nasconda dietro a pretesti e costruisca le condizioni per un governo con chi ha i suoi stessi programmi e toni», ha replicato il capogruppo Pd Ettore Rosato a chi gli chiedeva la linea del Pd rispetto all'apertura di Matteo Salvini.

Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 07:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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