Fiumicino, corsa al voto: sfida aperta tra Pd e M5S, il centrodestra va diviso

Venerdì 8 Giugno 2018 di Mirko Polisano

Fiumicino si presenta alle elezioni del 10 giugno tra divisioni e incertezze. Cinque candidati sindaco per uno dei più importanti comuni alle porte della Capitale. Ex circoscrizione del Campidoglio, la città che ha sul proprio territorio l'aeroporto della Capitale (tra gli scali più di avanguardia nel panorama mondiale, ndr) si reca alle urne per eleggere l'ottavo sindaco della sua giovane storia. Ai nastri di partenza un centrodestra diviso e una sfida aperta tra sinistra e M5S.

I NOMI
Prova a fare il bis, l'uscente dem Esterino Montino appoggiato da una coalizione di centrosinistra composta da 8 liste. Alla sfida del 10 giugno il centrodestra ci arriva dopo aver percorso due strade diverse: da una parte c'è
William De Vecchis, neosenatore della Lega che è sostenuto anche da Fratelli d'Italia. A suo supporto è arrivato anche il ministro dell'Interno (e leader leghista) Matteo Salvini, che per oltre due ore dopo il comizio si è intrattenuto con i sostenitori che gli chiedevano di farsi un selfie. Ma dall'altra, sempre nel centrodestra, c'è Mario Baccini di area moderata e voluto da Forza Italia. I grillini puntano la loro scommessa su Fabiola Velli, già «battezzata» dai big del Movimento in un giorno caldo, quello di domenica scorsa, a poche ore dall'annuncio del presidente Mattarella di non voler far partire il governo giallo-verde. Alle politiche del 4 marzo scorso, i pentastellati hanno conquistato il 40% a Fiumicino. Casapound scende in campo con Gaia Desiati che a Fiumicino vorrebbe replicare l'esperienza di Ostia, dove i la formazione di estrema destra ha fatto incetta di voti alle elezioni del novembre scorso, quando superò il 9%.
Una città strategica, Fiumicino, che coniuga storia e sviluppo economico. Dai porti dell'Antica Roma, all'handling aeroportuale, senza dimenticare l'indotto della gastronomia e del turismo, con i ristoranti di pesce e le spiagge di Fregene che restano tra le cose più amate dai romani. Nei 59 seggi, sparsi nelle 15 località del Comune costiero, sono iscritti al voto 59.659, circa 5 mila in più rispetto alle lezioni del 2013 in cui i seggi erano 53, a testimonianza che Fiumicino è in continua crescita e sono tanti a preferirla per viverci. Intanto la campagna elettorale procede senza troppi clamori con i candidati chiamati a rispondere sui programmi e i nodi critici della città che restano ancora legati: dall'annunciato e mai realizzato raddoppio del Ponte della Scafa, alla cronica carenza del trasporto pubblico, senza dimenticare l'emergenza delle liste d'attesa per le scuole materne.

I PROGRAMMI
«La mia è una coalizione rafforzata rispetto al 2013», afferma il sindaco in scadenza Esterino Montino». «Noi siamo il centrodestra e quindi l'alternativa ha sottolineato in più occasioni Mario Baccini -. Siamo qui per vincere e il calore che sto ricevendo in questi giorni conferma che stiamo facendo un buon lavoro per trasformare Fiumicino in una città moderna, accogliente e dinamica». «La nostra è una rivoluzione giovane ha precisato invece William De Vecchis - il programma è il frutto di un lavoro di squadra con tante idee fattibili: no autostrade su Marte ma idee realizzabili». «Sono pronta a governare Fiumicino - dice Fabiola Velli - con un gruppo di cittadini provenienti da tutte le località del comune e da diversi settori». «Voglio essere la voce per la gente di Fiumicino ha precisato invece la Desiati e cambiare i volti in consiglio comunale». Dai primi sondaggi commissionati, tra le maggiori forze politiche c'è uno scarto minimo di differenza. A Fiumicino sarà una dura battaglia, dove anche una manciata di voti potranno essere determinanti.
(4- continua)

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