Anzio tra Nerone e i clan, M5S sfida il Centrodestra

Venerdì 8 Giugno 2018 di Mirko Polisano
Il profumo del pesce fresco venduto lungo le banchine del porticciolo sembra allontanare Anzio dal clima caotico e teso della campagna elettorale. In questa insenatura sul mare alle porte di Roma, buen ritiro di vip e big della politica, il prossimo 10 giugno i cittadini sono chiamati a eleggere il sindaco e il consiglio comunale, al termine di cinque anni caratterizzata da pesanti inchieste e arresti, con numerosi contatti tra la criminalità e la politica, che hanno fatto rischiare seriamente alla città di Nerone l'invio da parte della Prefettura di Roma di una commissione d'accesso, al fine di appurare condizionamenti mafiosi della pubblica amministrazione.

I FATTI
Nove i candidati a sindaco, a partire dall'ex Candido De Angelis, che fu primo cittadino dal 1999 al 2008, sostenuto da un centrodestra compatto che spera nella vittoria al primo turno per evitare qualsiasi ballottaggio, soprattutto con i grillini. Chi potrebbe sottrarre voti al centrodestra è Roberta Cafà, ex assessore ai servizi sociali nell'ultima legislatura in rotta di collisione con Forza Italia nel quale ha militato fino allo scorso ottobre, che sarà invece sostenuta dalla Democrazia Cristiana e tre liste civiche. Il centrosinistra si presenta diviso alle elezioni: il Partito democratico sostiene la lista civica del giornalista Giovanni Del Giaccio, Leu e Sinistra Italiana puntano su Luca Brignone, mentre Rifondazione comunista va da sola con Umberto Spallotta. Il movimento cinquestelle candida l'impiegata Rita Pollastrini e Casapound l'attivista Manuela D'Alterio. Scendono in campo, appoggiati da liste civice, l'imprenditore Roberto Paloma e Raffaele Madonna, fratello del pregiudicato Roberto detto Pecorino, quest'ultimo tra gli imputati principali nel processo Mala Suerte che ha svelato una serie di rapporti inquietanti tra malavita e politica.

IL SET
Quello che succede ad Anzio non è un film. Eppure di pellicole ne sono state girate davanti a questo spicchio di mare a pochi passi dalla Capitale, che non è sfuggito all'occhio dei maestri del cinema. Federico Fellini qui ambientò il Grand Hotel di Rimini per «Amarcord», Alberto Sordi e Monica Vitti danzarono nel teatro del Paradiso sul Mare nel film Polvere di stelle. E, neanche a dirlo, appare nebuloso infatti il ritratto di questa città amministrata da anni con intrecci che hanno sollevato i dubbi della prefettura e dove spuntano anche affidamenti diretti alla ditta del nipote di un consigliere comunale, per di più imparentato con il clan Gallace, che da queste parti detta legge. E Anzio diventa il braccio lungo della camorra, dove le pistole non tacciono. Alcuni proiettili sono stati recapitati al vicesindaco, mentre qualcuno sparava contro le case degli assessori, uno di loro rinviato a giudizio per bandi sospetti. Mentre un condannato ai tempi di Mani Pulite nel processo Enimont e arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla P4, arrivi in città a presentare il suo libro e fare campagna elettorale. Un comune dove capita che vada a fuoco l'auto del commissario di polizia. Ma nessuno ha visto nulla. E così il profumo del pesce non riesce a coprire la puzza del malaffare.
(3- continua) © RIPRODUZIONE RISERVATA