A Pomezia corrono in sei, Fucci contro il suo M5S

Venerdì 8 Giugno 2018 di Moira Di Mario
Pomezia torna la voto domenica prossima con una sfida aperta da mesi tra il Movimento 5 Stelle e l'ex grillino e sindaco uscente Fabio Fucci, colui che nel 2013 aveva portato i pentastellati alla guida della cittadina alle porte di Roma e che la sua stessa maggioranza ha invece sfiduciato a tre mesi dalle elezioni. Uno dei poli chimici e logistici più grandi del Lazio, dove la riconversione industriale ancora in atto deve fare i conti con l'assenza quasi totale di infrastrutture, dove i nove chilometri di costa che hanno vissuto la stagione d'oro della Dolce Vita felliniana sono ancora fermi a quegli anni, dovrà scegliere chi sarà il nuovo sindaco tra i sei candidati.

I NOMI
Ci riprova dunque Fabio Fucci, 39 anni, fuori dal M5S dopo che i vertici non gli hanno consentito di ripresentarsi per il terzo mandato. Fucci si è organizzato con due liste civiche convinto di poter tornare a guidare la città. I 5 Stelle hanno invece scelto il presidente del consiglio comunale uscente, Adriano Zuccalà, 32 anni, il più giovane dei sei aspiranti primo cittadino. A suo supporto ieri sera è arrivata anche la vice presidente del Senato, Paola Taverna, che ha chiuso la campagna elettorale. Dopo anni di divisioni interne, invece, questa volta il centrosinistra si presenta unito con Stefano Mengozzi, 36 anni, sostenuto da Pomezia Domani, Psi, Pd e Uils (Unione imprenditori lavoratori socialisti). Ad appoggiarlo nei giorni scorsi il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, mentre oggi ci sarà il vice presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. Arriva alle urne unito anche il centro destra con sette le liste a sostegno di Pietro Matarese, 63 anni, generale della guardia di finanza di Latina, unico aspirante primo cittadino a venire da fuori Pomezia. Con lui Msi, Lega, FdI, Lista dello Scarpone - Pirozzi , FI, III Myllenium e Udc. CasaPound punta invece su Roberto Camerota, 51 anni. Infine Antonio Aquino, 56 anni, con la lista Progetto Comune Pomezia.

LO SCENARIO
La cittadina che a cavallo tra gli anni 70 e 80 era tra le più ricche della regione grazie alla forte impronta industriale portata dai fondi della Cassa per il Mezzogiorno, sta ora cercando di risollevarsi dalla profonda crisi che sul territorio ha lasciato capannoni abbandonati e degrado. Le imprese stanno tentando di risollevarsi, ma senza un piano serio di infrastrutture molte nuove aziende preferiscono investire altrove. Nei 49 seggi sparsi nei diversi quartieri sono chiamati a esprimere le proprie preferenze 48.475 aventi diritto al voto. Occorre far ripartire il lavoro e il Comune, come soggetto pubblico, deve tornare ad avere il ruolo di guida per lo sviluppo, dice Mengozzi. Concentrato invece sul sociale il programma di Matarese. Per far ripartire l'economia di Torvainaica «è fondamentale realizzare un nuovo approdo per i pescatori e puntare sulla sicurezza», sostiene Camerota. Particolare attenzione alla costa, quella di Aquino, concentrato sulla valorizzazione e la tutela del patrimonio ambientale e naturalistico del litorale. Fucci e Zuccalà hanno infine incentrato la loro campagna elettorale sulla necessità «di proseguire il lavoro fatto in questi 5 anni».
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