Centrodestra, Berlusconi-Salvini: patto per cercare voti tra i grillini

di Mario Ajello
La legislatura dipenderà dalla tenuta del centrodestra. Se si rompe la coalizione, può partire una slavina che si fermerà magari col passare del tempo a un governo M5S-Lega con legge elettorale maggioritaria e voto subito in un nuovo schema bipolare: io contro di te, e vediamo chi vince. Scenario possibile? Tutto sembra possibile. Ma un punto fermo, almeno uno, già c'è: «Governo con i 5 stelle? Di sicuro mai un governo con il Pd», dice Salvini in giornata. E in serata, c'è il vertice a Palazzo Grazioli con Berlusconi, Salvini e Meloni. La delicatezza dell'incontro è ben presente a tutti e tre i protagonisti. Il primo ad arrivare è Salvini, e Berlusconi lo accoglie così, sorridendo: «Qui il padrone di casa sono io, ma il padrone della casa del centrodestra ormai sei tu». Uno scherzo, ma anche la realtà. E così, nel summit - anche per evitare un accordo Lega-M5S sulle presidenze delle Camere e eventualmente su un eventuale governo - si decide di dare a Salvini il mandato di trattare cercare voti tra i grillini. Ma non tanto trattando con Di Mai, bensì prendendoli radom tra i cinque stelle disponibili. E Berlusconi a Matteo e a Giorgia: «Guardate che poi non sono tutti tanto male. Qualcuno responsabile che potrebbe votare il nostro governo e i nostri presidenti si trova. Sono talmente tanti... E molti sfuggono al controllo di Di Maio e di Casaleggio».
Su questo schema di apertura ai grillini, però, la Meloni non è d'accordo. Il clima comunque è buono. La cena, dicono i presenti, anche. Si cerca di non litigare. Ci si riesce. A un certo punto la Meloni propone: «Matteo, perché il presidente del Senato non lo fai tu?». Sarebbe un modo per facilitare l'incarico per Palazzo Chigi o forse no. Comunque Salvini prende tempo. Per Berlusconi, l'importante è che Salvini non tratti in proprio con M5S. Perché sennò, salta tutto e la coalizione non c'è più». Si stanno sforzando di evitare questo big bang. E la serata di ieri sembra un passo avanti nell'unità. Che comunque è sempre a rischio.

LE COMITIVE
Nella sala da pranzo di Grazioli, Salvini si è fatto accompagnare da Giorgetti, Meloni da La Russa e Berlusconi li accoglie in compagnia non di Gianni Letta ma di Licia Ronzulli e Niccolò Ghedini: due abituati a parlare e a capirsi con il capo del Carroccio. Meloni dice a Salvini che non può giocare in coalizione come premier e da solo per le presidenze delle Camere. Salvini risponde a lei e Berlusconi: «Io non ho avviato nessun accordo con i grillini. Sono stupidaggini quelle che vengono messe in giro». Cioè sulla doppietta salvinista per Montecitorio e Palazzo Madama formata dal leghista Giorgetti e dal grillino Toninelli. Berlusconi in proposito avanza un'altra coppia: «Votiamo tutti Giorgetti alla Camera, e anche io mi opero per far arrivare su di lui consensi pure dai grillini e qualcuno dal Pd, e votiamo tutti Romani a Palazzo Madama, dove bastano i nostri voti».

Devono stare tutti insieme, cercando di superare le reciproche diffidenze. Berlusconi teme che Salvini voglia votare presto e c'è tra i forzisti chi lo vede già impegnato in una nuova campagna elettorale. E ancora: Silvio teme che Salvini voglia stare all'opposizione di qualunque governo possibile, di scopo o quel che sia, lucrando consensi ai danni di Forza Italia per poi incassarli nel voto magari già il prossimo autunno. Ma nella serata, più dei dubbi sono emersi i comuni propositi. E oggi Berlusconi vede a pranzo lo stato maggiore forzista, e poi presenta a Montecitorio i nuovi eletti del suo partito. Cercando di rassicurare tutti.
Mercoledì 14 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:49

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5 di 16 commenti presenti
2018-03-15 08:43:05
Ormai e' chiaro a tutti che la coalizione PDL / Lega e' del tutto farlocca perche' come ampiamente dimostrato dagli sviluppi delle ultime ore, Berlosconi e Salvini hanno visioni e quindi programmi opposti. Se si dovesse tornare a votare delegittimerebbero totalmente la legge elettorale che prevede le coalizioni. Va ridisegnata la legge elettorale abolendo collegi plurimi, sbarramento al 5% anche se coalizzati e coalizioni ed attribuendo un premio al primo partito,
2018-03-14 18:22:33
Mi chiedo è difficile da capire.Di Maio con il suo partito ha vinto le elezioni con quasi il 33 % La stessa percentuale avuta in Germania dalla Merkel alle ultime elezioni, lei sta ora governando, In Italia si sta confrontando Di Maio con Salvini che ha preso il 17,8% praticamente la metà di Di Maio. ma che paese siamo, che legge elettorale abbiamo. Siamo veramente un paese democratico???? Mamma mia che schifo.
2018-03-14 15:52:03
Accordo elettorale con la lega per una legge con doppio turno, poi elezioni.... Sarà uno scontro fra il cdx e il Movimento, chi vince governa..... E il partito demenziale sparisce dalla politica..... I miracolati, quelli usciti dalla porta e rientrati dalla finestra gia' tremano.... In una seconda tornata elettorale, con modifche sostanziali alla Rosatellum, molti rischiano di perdere la poltrona e allora si vedremo i salti da canguro :))).... Si precipiteranno ad aiutare Di Maio o Salvini a fare un governo..... Con il M5S sarà più facile, non c'è l'ombra nera di Berlusconi.....hasta la cadrega!
2018-03-14 15:41:16
Visto che al centro destra basta un misero 3% per avere la maggioranza parlamentare io penso che parecchi degli eletti del M5S per paura di perdere lo scranno parlamentare busseranno alla porta di Berlusconi. E forse vi busserano anche Grasso, Bersani e Speranza, e forse anche Emiliano. Insomma, a villa S. Martino di Arcore ci sara' la fila e questa volta il Berlusconi non dovra' neanche cacciare un cent per accaparrarsi "onorevoli". E non e' detto che sia lui a volere danari dai transfughi.............
2018-03-14 17:33:21
Appunto. In confronto l'inciucio era un esempio di democrazia.
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