Scuola, presidi in fuga dal concorsone: «Test troppo difficili»

Martedì 24 Luglio 2018 di Lorena Loiacono
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ROMA Si sono ritirati dall’esame prima ancora di dare un’occhiata alle domande della prova, così ieri è andata in scena la grande fuga degli aspiranti presidi dal concorso della scuola per 2.425 posti da dirigenti. Un concorso atteso da 7 anni: l’ultimo infatti risale al 2011. Eppure ieri alla prova preselettiva, svolta in 1.984 aule in tutta Italia, mancava all’appello quasi un candidato su 3: gli iscritti al concorso erano infatti 34.580, a sostenere il test si sono presentati in 24.082 partecipanti. Mancavano quindi 10.498 aspiranti presidi, vale a dire il 30%. Colpa della difficoltà della prova, tanto è vero che alla fine l’hanno passata soltanto 8.700 su oltre 24mila.
La defezione è stata piuttosto consistente, considerando anche che la scuola ha un bisogno concreto di nuovi dirigenti scolastici da inserire in organico. L’obiettivo infatti, come spiegano dal ministero dell’istruzione, è la copertura dei posti vacanti per il triennio 2018-2021 e il superamento del fenomeno delle reggenze. Ad oggi infatti sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio a fronte di 1.189 posti vacanti e ben 1.748 le reggenze: le scuole con un preside a metà, quindi, sono 3500 circa. Si tratta di una vera e propria emergenza che non verrà risolta nel prossimo anno scolastico, visto che le procedure concorsuali andranno avanti ben oltre il mese di settembre, e che mette le scuole in seria difficoltà.

L’OPPORTUNITÀ
«Questo nuovo concorso – sottolinea il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, già dirigente scolastico - oltre ad essere un’occasione di sviluppo di carriera per i docenti interessati a svolgere un nuovo ruolo, permetterà di riportare alla normalità i carichi di lavoro dei dirigenti scolastici già in servizio. È necessario superare il fenomeno delle reggenze e consentire ai dirigenti di lavorare con carichi sostenibili garantendo così agli studenti e alle famiglie il miglior funzionamento degli istituti scolastici». 

Nonostante tutto, ieri un candidato su tre ha rinunciato a presentarsi. I motivi possono essere diversi. A cominciare dai vari rinvii del concorso che, probabilmente, hanno fatto credere a più di un candidato che anche la data di luglio sarebbe stata rimandata e così qualcuno ha pensato di mettere da parte la preparazione del concorso, dedicandosi invece agli esami di fine anno: in questo ultimo periodo, infatti, molti candidati al concorso da preside sono stati impegnati nella maturità o negli esami di terza media. «E’ partito e a molti non sembrava vero – ha commentato la segretaria del Dipartimento Dirigenti della Uil Scuola, Rosa Cirillo - un concorso molto atteso, caratterizzato da una infinita serie di rinvii che hanno scoraggiato dal partecipare tanti docenti fiaccati dal continuo si fa-non si fa. Discutibile inoltre il metodo dei quiz». La prova preselettiva prevedeva infatti lo svolgimento di 100 quesiti in 100 minuti. Dopo la preselezione, 8700 candidati passeranno alla prova scritta con 5 domande a risposta aperta e due domande a risposta chiusa in lingua straniera, di livello di conoscenza B2: a demoralizzare più di un docente potrebbe essere stata anche la presenza di una parte di prova scritta da svolgere in inglese. Dopo lo scritto ci sarà una prova orale. I candidati che supereranno questa prima fase verranno inseriti in una graduatoria che terrà conto anche dei titoli e da lì verranno ammessi al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio, per due mesi di lezione in aula e quattro di tirocinio a scuola. Una volta conclusa questa seconda fase, i candidati dovranno affrontare un’ulteriore valutazione scritta e un colloquio orale. I vincitori del corso-concorso saranno coloro che si ritroveranno in posizione utile nella graduatoria di merito.  Ultimo aggiornamento: 25 Luglio, 19:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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