Scuola, quest'anno 57mila nomine di prof di ruolo. In pensione in 36mila

Martedì 17 Luglio 2018

Sono 36.700 quest'anno i professori che vanno in pensione. Oltre 57mila vedranno invece l'agognata «nomina di ruolo di personale docente».

«Nessuna emergenza e nessun allarme in materia di pensionamento degli insegnanti e del personale della scuola», è stata la rassicurazione data dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale durante l'incontro con le organizzazioni sindacali in vista dell'avvio scolastico di settembre. Le organizzazioni sindacali hanno avuti incontri oltre che con il ministero di viale Trastevere anche con l'Inps, che da quest'anno gestisce le procedure per la pensione del personale del Miur (prima affidata agli Uffici scolastici regionali). Miur e Inps hanno illustrato un quadro aggiornato di dati che segna un «miglioramento rispetto al 2017. I dipendenti della scuola con diritto a pensione già certificato con esito positivo sono, infatti, alla data di oggi, oltre 36.700. Di questi, sono oltre 17.000 coloro che, alla data odierna, hanno la pensione già liquidata con pagamento al primo settembre 2018, a fronte delle circa 8.000 pensioni liquidate nello stesso periodo del 2017».

Miur e Inps hanno confermato di «essere al lavoro per affrontare le singole situazioni in cui, ad oggi, si registra un diniego della richiesta di pensionamento. Casi che saranno affrontati uno a uno, ma che, comunque, risultano
percentualmente in diminuzione rispetto al 2017, nonostante le richieste di pensionamento siano cresciute del 30% (fra docenti e non docenti sono oltre 41.000). Il numero di dinieghi per carenza di requisiti ammonta, ad oggi, al 10% circa delle richieste totali, contro il 15% circa registrato un anno fa. Si tratta di 4.580 casi su cui Inps e Miur stanno portando avanti puntuali verifiche dei diritti acquisiti o meno».

«Va avanti - hanno ribadito i vertici di Miur e Inps nella riunione di oggi - il lavoro congiunto del tavolo voluto, subito dopo il suo insediamento, dal ministro Marco Bussetti per accompagnare un passaggio di competenze sulle pratiche di pensionamento dagli Uffici territoriali del Miur a quelli dell'Inps, avvenuto in un anno di grande incremento delle domande. Il confronto è costante, il quadro dei dati non è allarmante ed è in continuo aggiornamento. In prospettiva Miur e Inps porteranno avanti, anche con le organizzazioni sindacali, le attività per programmare da subito il lavoro dei prossimi anni nei quali si prevede che il numero di richieste di pensionamento continuerà a crescere». Lavoro che potrà essere svolto anche attraverso appositi tavoli provinciali, chiesti dai sindacati.

Da fonte sindacale, invece, i numeri per le immissioni in ruolo: il Miur, ha spiegato la Uil Scuola, ha «inoltrato al Mef la richiesta di autorizzazione per 57.322 nomine in ruolo di personale docente. Di queste oltre 13.000 saranno sul sostegno». Per il personale Ata e personale educativo bisognerà attendere «l'esito dei movimenti. Comunque, per questo personale l'amministrazione è orientata a coprire il turn over», aggiunge il sindacato. Le immissioni in ruolo continueranno a essere effettuate per il 50% dalle graduatorie a esaurimento e per il 50% da concorso 2016 o già dal nuovo del 2018. Polemica la Flc Cgil, secondo la quale «le immissioni inruolo di circa 57.000 docenti e 10.000 Ata non bastano per dare efficienza, serenità, stabilità e continuità didattica nelle scuole».

 

Ultimo aggiornamento: 19 Luglio, 09:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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