Scuola, il flop del concorsone. Deve intervenire la Consulta

Martedì 4 Settembre 2018 di Lorena Loiacono
Scuola, il flop del concorsone. Deve intervenire la Consulta
Non solo abilitati, il concorso apre le porte anche ai laureati. Finisce nelle mani dei giudici della Corte Costituzionale il concorso della scuola, riservato ai docenti abilitati delle medie e delle superiori.
Alla base della decisione, presa dal Consiglio di Stato a cui hanno fatto ricorso i docenti esclusi dalle prove, ci sarebbe l'illegittimità di bandire un concorso con una simile disparità di trattamento tra i possibili candidati.

I ricorsisti laureati ad esempio, anche senza abilitazione, verranno ammessi con riserva alla prova in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale interpellata dal Consiglio di Stato. E così, quella che doveva essere una fase transitoria per inserire in una graduatoria di merito tutti gli abilitati e avviarli all'assunzione tramite una semplice prova orale, diventerebbe un vero e proprio concorso abilitante per migliaia di aspiranti docenti. E la stessa sorte potrebbe toccare al concorso straordinario, ancora al vaglio del governo, riservato alla scuola dell'infanzia e alla scuola elementare anche se per ora i giudici hanno espressamente dichiarato che la sentenza si riferisce esclusivamente all'insegnamento nella scuola secondaria, su cui è stato presentato ricorso.

I giudici della Consulta hanno comunque deciso di non sospendere il concorso già partito da mesi con prove orali in tutta Italia, rinviando la decisione finale relativa alla legittimità alla Corte Costituzionale, e tra le motivazioni dell'ammissione dei ricorsisti hanno spiegato: «Nel periodo dal 1990 al 2017, quando l'abilitazione era titolo necessario per accedere ai concorso averla conseguita o meno è dipeso da un complesso di circostanze casuali, non dipendenti dalla diligenza o dal merito dell'interessato, cosicché, il mantenere la riserva agli abilitati costituirebbe un'irragionevole disparità di trattamento rispetto ai laureati».

AMMESSI CON RISERVA
Via libera, quindi, ai docenti con dottorati di ricerca universitari, ai docenti dell'alta formazione musicale e a quelli formati all'Isef per l'educazione fisica. Tra i ricorsisti, ora ammessi con riserva, ci sono anche gli insegnanti tecnico pratici e altri docenti che non hanno potuto conseguire l'abilitazione perché non erano disponibili le procedure ordinamentali come SSIS o TFA. Tutto da rifare o quasi, quindi, sul reclutamento dei docenti: entro la fine della settimana, al ministero dell'istruzione, partiranno le riunioni con l'ordine del giorno centrato sull'avvio dei concorsi e il futuro del reclutamento.

Ma le prove da superare e le valanghe di ricorsi da portare avanti non riguardano solo gli aspiranti docenti, ma anche gli aspiranti medici. Oggi partono i test per le facoltà a numero programmato con la partecipazione di 83.127 candidati iscritti alle prove e capofila sarà la selezione per medicina e odontoiatria: nel dettaglio sono 67.005 a contendersi uno dei 9.779 posti per medicina, in aumento sul 2017 quando erano 9.100 i posti disponibili. Domani toccherà agli 8.136 candidati per la facoltà di Veterinaria, a cui sono stati riservati 759 posti anche questi in aumento rispetto ai 655 di un anno fa e poi, giovedì, sarà la volta di architettura con i suoi 7986 candidati a cui verranno riservati 7211 posti, quasi 400 in più rispetto al 2017.

Gli studenti dovranno raggiungere le aule alle 9 per svolgere le procedure relative all'identificazione per poi dare il via al test alle 11, in tutta Italia: in 100 minuti, dovranno rispondere a 60 quesiti con 5 opzioni di risposta. Due verteranno su argomenti di cultura generale, 20 saranno di ragionamento logico 20, 18 di biologia, 12 di chimica e 8 serviranno a valutare la preparazione dello studente in fisica e matematica. Ultimo aggiornamento: 17:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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