Sanità, stop agli esami inutili. Tac e analisi, ecco cosa cambia

Mercoledì 23 Settembre 2015 di Carla Massi
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Tredici miliardi vengono spesi inutilmente ogni anno per esami e visite. Primo colpevole: l'eccesso di prescrizioni. Superflue, dunque, per arrivare ad una corretta diagnosi. Da qui, ad agosto, la decisone del governo di andare a recuperare risorse finanziare proprio nelle pieghe di questa costosa sovrabbondanza di radiografie come di analisi del sangue.

Una riorganizzazione della macchina sanità per garantire il taglio, in tempi brevi, di 2,3 miliardi di euro. Sotto la lente le oltre duecento milioni di prestazioni l'anno che vengono erogate dalle strutture pubbliche e private. Risultato: 208 di queste riviste e corrette per fermare gli sprechi. Ad agosto si parlava di 108 esami da “rivedere” ora il numero è salito a 208.

Il provvedimento, ancora in preparazione al ministero della Salute e ieri presentato ai sindacati, dovrebbe diventare presto un decreto. Un documento che sembra andare a passo di corsa. I medici, infatti, hanno solo due giorni per presentare le osservazioni. Osservazioni che si sono già tradotte in contestazioni e l'annuncio di proteste a breve termine.

URGENZE GARANTITE

Sugli esami non una vera e propria scure ma un sì o no alla gratuità secondo la condizione di salute ed economica del paziente. Questo, per esempio, vale per l'odontoiatria. Sì ad alcune cure “passate” dal servizio sanitario solo se il bambino o l'adulto sono, come si legge nel testo, «vulnerabili» sotto diversi aspetti. Se hanno gravi malattie croniche o se vivono in situazioni di disagio sociale. Regola che vale anche per l'estrazione di un dente come per l'applicazione di una corona. Anche per la dentiera. Urgenze odontoiatriche garantite a tutti.

Stretta a 360 gradi per Tac e risonanze. Uno dei settori in cui, secondo l'analisi del Ministero, è più frequente la prescrizione inutile. La richiesta di un esame particolarmente costoso, per esempio, deve essere giustificata da una serie di accertamenti precedenti che hanno evidenziato problemi da controllare ulteriormente. Questo vuol dire che sul tavolo del medico di famiglia arriverà un protocollo (nella colonna di sinistra è segnato il tipo di esame e a fianco le condizioni per il sì) e a questo dovrà attenersi con scrupolo. Pena sanzioni in caso di non appropriatezza della richiesta.

Se il paziente con il mal di schiena insisterà per sottoporsi ad una risonanza si sentirà rispondere che, prima di quel controllo, dovrà farne altri, meno costosi, per delineare la patologia. Gratuite Tac e risonanza nei casi in cui ci sia un tumore o un trauma come un incidente.

I FATTORI DI RISCHIO

Anche in laboratorio si vuole mettere uno stop al “consumismo sanitario”: primo esame sotto monitoraggio quello del colesterolo totale. Può essere eseguito gratuitamente «come screening in tutti i soggetti di età superiore a 40 anni - si legge - e nei soggetti con fattori di rischio cardiovascolare o familiarità per dislipidemia. In assenza di valori elevati l'esame è da ripetere a distanza di 5 anni».

I test allergologici, come altri test, potranno essere “passati” dal servizio sanitario solo se c'è la prescrizione del medico specialista.

Contrari i medici che coprono di critiche gran parte del provvedimento. Sì ai risparmi e al taglio degli sprechi. No alla “black list” ripetono. In particolare alzano gli scudi contro la previsione di sanzioni, anche pecuniarie, per i camici bianchi che non vogliono rispettare le nuove indicazioni. «Alzeremo i toni della nostra protesta» annuncia Silvestro Scotti della Fimmg, i medici di famiglia. Gli ospedalieri dell'Anaao, è il presidente Domenico Iscaro a parlare, prevedono «un danno al malato che vendendosi negare la Tac o l'esame rinuncerà a curarsi del tutto o andrà nel privato». «E' un meccanismo che rischia di rompere il rapporto tra noi e i pazienti», aggiunge Massimo Cozza, segretario Fp-Cgil medici. Tra due giorni il nuovo incontro in vista del decreto.

Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 11:10