Lorenzin: «Sanità, con 2 miliardi ​in più subito assunzioni e vaccini»

Domenica 16 Ottobre 2016 di Marco Ventura
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È felice il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, reduce dal Consiglio dei ministri che ha confermato l’aumento di 2 miliardi per la Sanità. «Sono stata in silenzio per due settimane, dicevano tutti che avremmo tagliato e invece abbiamo aumentato il fondo da 111 a 113 miliardi».
 
Matteo Renzi ha parlato di un miliardo ballerino fino all’ultimo. È stata dura?
«Abbiamo dovuto trovare le coperture, è stato un lavoro di giorni. Ma erano due anni che lavoravamo sugli obiettivi del patto per la salute che Renzi, io e tutto il governo consideriamo cruciali: la salute delle persone e l’aumento della qualità delle prestazioni del sistema sanitario nazionale in modo uniforme su tutto il territorio italiano. Ed è stata anche una vittoria dell’Ncd e di Angelino Alfano».

Una manovra #passo dopo passo, come dice Renzi?
«Hashtag giustissimo. Questa legge di stabilità arriva dopo altre manovre che avevano introdotto il patto per la salute, le centrali uniche di acquisto e i costi standard, la norma sui piani di rientro degli ospedali in deficit su cui si baserà la nuova governance, quella sui direttori generali, amministrativi e sanitari negli ospedali per aumentare meritocrazia e livello di controllo, un grandissimo piano anticorruzione con l’Anac… Abbiamo pure fissato il principio per cui ogni euro risparmiato in sanità va reinvestito in sanità». 

E questa manovra?
«Ci porta non solo nessun taglio, ma 2 bei miliardi in più. Al pari degli 800 milioni dell’anno scorso vincolati ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) e al nomenclatore delle protesi, 1 miliardo quest’anno è vincolato a obiettivi di salute rispetto a due grandi sfide: l’invecchiamento della popolazione e i nuovi farmaci che danno risultati prima insperati ma sono molto costosi. In particolare, 500 milioni rifinanziano un fondo per gli oncologici fuori tetto della spesa farmaceutica e a regime, non una tantum, poi altri 500 a regime sulla epatite C. In più abbiamo stanziato 300 milioni, di cui 150 subito, per nuove assunzioni e stabilizzazioni dei precari della sanità».

Quanti ne assumerete?
«Settemila: 4mila infermieri, anche di più, e circa 3mila medici. Questo fondo non incide sul normale blocco del turn-over nelle regioni attraverso i concorsi, e si somma alla misura della stabilità dello scorso anno che riguardava l’orario di lavoro. Una operazione complessa e articolata». 

I 3mila medici copriranno pro tempore solo una parte di quelli che sono usciti, molti di più. 
«È l’inizio di un’operazione sistematica, loro sapevano e gliel’ho sempre detto che non potevamo assumere tutti in un anno. Attraverso un fondo dedicato, dove ogni anno in base ai fabbisogni delle regioni cominciamo a stabilizzare e assumere, c’è un trend non più una tantum ma continuativo».

E il piano vaccini?
«Mettiamo da subito più di 100 milioni, e 186 nel secondo anno. Sono molto contenta che Renzi abbia fatto sua questa battaglia di civiltà e salute pubblica per la vaccinazione dei nostri figli. Pensiamo ai bambini che muoiono di pertosse o morbillo ancora oggi, o alle persone a rischio che potrebbero essere al sicuro con un semplice vaccino antinfluenzale».

Altre misure?
«Abbiamo rafforzato la disciplina dei piani di rientro aziendale introdotti con l’ultima stabilità: si applicheranno anche alle aziende ospedaliere universitarie e agli enti pubblici che erogano prestazioni di ricovero e cura che presentano uno scostamento pari al 5 per cento dei ricavi o a 5 milioni di euro in valore assoluto, lo scorso anno era 10 e 10. Insomma, stringiamo le maglie. Vogliamo che le strutture in deficit, anche rispetto ai Lea, ci presentino piani di rientro triennali e se non vengono attuati, il direttore generale salta… Ma salta proprio!». 

E la spending review?
«Puntiamo sui costi standard. Nel 2017 le amministrazioni pubbliche dovranno comunque ricorrere a Consip. Noi mettiamo 2 miliardi in più, ma nel frattempo il sistema sanitario si sta anche agevolando delle norme sulle centrali uniche di acquisto che stanno dando risultati, nella prima fase il risparmio medio è già di circa il 20 per cento su beni e servizi: sono tanti soldi rimasti dentro le Regioni, risorse che potranno essere reinvestite nelle strutture stesse».

Altro capitolo: la spesa per i farmaci.
«Al fondo per gli oncologici seguiranno norme nuove sulla governance del farmaco e tutto questo renderà sempre più sostenibile la spesa. Non solo l’Italia deve continuare ad avere prezzi fra i più bassi in Europa, ma anche l’accesso ai farmaci innovativi dev’essere garantito in modo uniforme sul territorio nazionale. Il nostro piano di eradicazione dell’epatite C e il fondo per gli oncologici innovativi non hanno pari in Europa. Ne beneficeranno migliaia di persone che oggi, a seconda della regione in cui vivono, hanno o no accesso a certi farmaci».

Che altro c’è di importante per la Sanità?
«Il fascicolo sanitario elettronico dal 2017 in tutta Italia. Poi c’è un fondo premiale all’interno del fondo sanitario a cui possono accedere le Regioni in piano di rientro se migliorano non i conti ma già le prestazioni, e questo riguarda per esempio Lazio e Campania». 
  Ultimo aggiornamento: 14:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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