Cancro al colon, la vitamina D ad alte dosi è uno scudo. «A rischio un uomo su venti»

Lunedì 2 Luglio 2018
Cancro al colon, la vitamina D è uno scudo. «A rischio malattia un uomo su venti»
«Il rischio di sviluppare un tumore del colon-retto nel corso della vita è di una donna su 24 e di un uomo su 22; è la seconda causa di decessi attribuibili a tumore negli uomini e nelle donne». A dirlo è Sabina Sieri, epidemiologa presso la Fondazione Irccs-Istituto Nazionale dei Tumori e co-autore. Lo scudo? Avere alti livelli di vitamina D nel sangue. La conferma di questa importante funzione di scudo protettivo di una vitamina già nota per i suoi molti benefici per la salute è uno studio internazionale nato dalla collaborazione di ricercatori europei, americani e asiatici, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute. 

È stato già ipotizzato che la vitamina D, nota per il suo ruolo nel mantenimento della salute dell'osso, possa ridurre il rischio di sviluppare questo tumore attraverso diverse vie metaboliche implicate nella regolazione cellulare. Per affrontare i risultati incongruenti di studi precedenti in materia, sono stati analizzati 5.700 casi di tumore del colon-retto e 7.100 casi controllo, appartenenti a 17 coorti e osservati per 5,5 anni. In questo arco di tempo, rispetto ai soggetti con concentrazioni di vitamina D circolanti ritenute adeguate per la salute dell'osso, quelli con concentrazioni sub-ottimali hanno presentato un rischio maggiore del 31% di sviluppare un tumore del colon-retto. Livelli superiori a quelli ritenuti adeguati per la salute dell'osso sono stati associati a un rischio inferiore del 27%. Ciò suggerisce, conclude Sieri, che i livelli «raccomandati per la salute delle ossa potrebbero essere inferiori a quelle che sarebbero ottimali per la prevenzione del tumore del colon-retto».
Ultimo aggiornamento: 17:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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