Vitalizi, 1.176 ricorsi degli ex parlamentari contro i tagli: andremo alla Corte dei diritti umani

Venerdì 28 Settembre 2018
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Sono 1176 i ricorsi contro i tagli dei vitalizi, presentati da ex deputati contro la delibera dell'ufficio di presidenza della Camera. Lo ha annunciato il presidente della Associazione ex parlamentari, Antonello Falomi, in una conferenza stampa a Montecitorio. «Non ci stiamo a farci processare per quello che abbiamo fatto nella nostra attività politica», ha detto, parlando di «indignazione per la violenta campagna che ha dipinto gli ex parlamentari come delinquenti e parassiti».

«Mille ricorsi sui vitalizi? È un ricorso di massa perché siamo andati a toccare i vitalizi degli ex parlamentari. Ho la responsabilità piena di questa cosa. L'ho fatta io ed è una delibera salda che ripara delle ingiustizie. Possono ricorrere perché è loro diritto e ci sono gli organi giurisdizionali della Camera ma la delibera è salda, è giusto averla fatta e la rifarei altre cento volte». Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico.

«Voglio ricordare che gli ex parlamentari hanno servito il Paese con onestà e dignità, che sono ex parlamentari quelli che hanno scritto la Costituzione, quelli che hanno fatto dell'Italia l'ottava potenza industriale mondiale, che hanno portato a conquiste civili e sociali, che hanno contrastato il terrorismo e alcuni, come Moro, Ruffilli o La Torre non hanno fatto in tempo a diventare ex parlamentari perché sono stati uccisi dai terroristi». «Tutto questo non può essere cancellato - ha aggiunto Falomi - da insulti, che vogliono riscrivere la Storia d'Italia facendo credere che sia stata una storia di guardie e ladri». «Hanno detto che siamo nababbi, mantenuti, parassiti, ladri e perfino assassini - ha detto il tesoriere dell'associazione Michele Zolla - non trovo aggettivi per descrivere il mio stato d'animo».

Falomi ha sottolineato l'altissimo numero dei ricorrenti, che supera il 90% e che crescerà, visto che il termine per i ricorsi è stato prolungato all'11 ottobre. «Non è la prima volta - ha ricordato - che i vitalizi vengono decurtati: nel 2005 venne sospeso il meccanismo di rivalutazione, e dal 2012 si sono ripetuti ben tre contributi di solidarietà, contro i quali i ricorsi sono stati pochissimi tra i 40 e i 50. Il numero massiccio degli attuali ricorsi - ha proseguito - si spiega per l'irragionevolezza dei tagli e per l'indignazione davanti alla violenta campagna denigratoria che ha presentato gli ex parlamentari come delinquenti e parassiti, a cui andrebbe negato perfino il diritto di rivolgersi a un giudice», come ha affermato Di Maio.

Il parere reso dal Consiglio di Stato al Senato su tema dei tagli dei vitalizi, ha detto Giuseppe Gargani, vicepresidente dell'Associazione ex parlamentari, ha indotto quasi tutti a presentare ricorso contro «una delibera illegittima e illegale». Falomi ha ribadito che gli ex parlamentari sono pronti «a partecipare ai sacrifici» e sono pronti «a sedersi a un tavolo per discutere tagli rispettosi e costituzionalmente sostenibili. La nostra disponibilità non è stata accolta dal presidente Fico ma speriamo che lo sia dalla presidente del Senato Casellati, di cui abbiamo apprezzato la ponderazione».

In particolare gli ex inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama sono pronti a un nuovo contributo di solidarietà che, ha sottolineato Gargani, «è la misura che emerge dal parere del Consiglio di Stato». Falomi e Gargani hanno riferito che i ricorrenti hanno presentato una istanza cautelare di sospensiva, con la quale si chiede di sospendere il taglio dei vitalizi fino alla decisione sul ricorso di merito. Il 10% di queste istanze riguarda persone per le quali il taglio del vitalizio costituirebbe un danno grave e immediato: «Per esempio - ha spiegato Falomi - ci sono alcuni che vivono in case di riposo per anziani disabili che versano per intero il vitalizio alla struttura che li ospitano» e che quindi non avrebbero modo di farsi assistere. Il Consiglio giurisdizionale della Camera che esaminerà le istanze partirà da loro il 7 novembre. In ogni caso, ha aggiunto Falomi, «non ci faremo imprigionare nell'autodichia», cioè nella giurisdizione interna alla Camera; nel caso in cui i ricorsi venissero respinti, ha detto Gargani, gli ex parlamentari ricorreranno in Cassazione e alla Corte Costituzionale e alla Corte europea dei diritti umani.

  Ultimo aggiornamento: 18:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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