Vaccini, scontro nel governo. Salvini scavalca M5S: «Inutili e dannosi». Di Maio: «Opinioni personali»

Sabato 23 Giugno 2018 di Stefania Piras

«Dieci vaccini obbligatori sono inutili e pericolosi». Matteo Salvini ieri ha scelto un tema, i vaccini, che ha richiesto pochissimo tempo per la trascrizione sul contratto di governo perché M5S e Lega su questo vanno d'accordo: sono contro l'obbligatorietà. Il tema non sarà processato nel comitato di conciliazione tra M5S e Lega.

INVASIONE DI CAMPO
Eppure ieri l'imbarazzo e il fastidio dei pentastellati era notevole. Non solo perché è l'ennesima dichiarazione che fa emergere il protagonismo del segretario leghista a discapito dei Cinquestelle, ma anche perché è stata vissuta come un'invasione di campo dal ministro della salute Giulia Grillo, che appartiene al M5S e che ieri era a Bruxelles con il commissario Ue Vytenis Andriukaitis a parlare della necessità di garantire una copertura vaccinale adeguata in tutti gli Stati membri dell'Ue. E quindi per Grillo vuol dire lavorare soprattutto sulle campagne di sensibilizzazione non sull'abolizione di un decreto già varato, mossa fortemente sconsigliata tra l'altro dal virologo Guido Silvestri che ha aiutato il M5S a scrivere il capitolo elettorale sulle vaccinazioni. Ieri Silvestri ha lanciato un appello a Di Maio: «Mantenetevi fermi sulla scelta pro-Scienza e pro-vaccini».

«Ci fa piacere che il ministro degli Interni si interessi di un tema così importante», ha detto Grillo con distacco. «L'obbligatorietà è un argomento politico, che ha a che fare con una strategia di tipo politico. Ma le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica non fa scienza, la scienza la fanno gli scienziati», ha rimarcato ribadendo che le vaccinazioni sono «fondamentali» e che lavorerà alla «revisione dell'impianto della legge Lorenzin». Luigi Di Maio è stato lapidario: «Noi vogliamo rivedere il decreto Lorenzin ma nel senso semplicemente di potere assicurare una tutela vaccinale ai bambini. Il resto sono opinioni personali», ha detto. Qualche ora prima, aveva già invitato il suo alleato a esprimere le sue opinioni personali «nel tempo libero». Segnale chiaro che questa tortura quotidiana di dichiarazioni a ciclo continuo fatte da Salvini sta logorando il M5S.
Salvini lo ha capito e ha aggiustato il tiro con un'altra dichiarazione da simil premier: «Ringrazio il ministro Grillo, l'importante è che a settembre tutti i bambini possano entrare in classe». Lega e M5S votarono contro il dl Lorenzin e hanno condotto una campagna elettorale attaccando il principio di obbligatorietà seppur con sfumature e posizioni interne diverse, che ieri sono tornate prepotentemente a galla. La vicepresidente del Senato M5S Paola Taverna è contro l'obbligo, la collega Elena Fattori no. E invece il sottosegretario all'Interno, Luigi Gaetti, medico, ex senatore M5S ma con una militanza alle spalle nel Carroccio da consigliere di circoscrizione a Mantova, proprio l'altro giorno ha aperto le porte del Viminale a una delegazione di medici no Vax che hanno trovato «grande comprensione».
 

Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA