Tav, il comissario Foietta: «Scriverò al presidente Mattarella», Di Maio: «Sta lì a difesa del fortino»

Botta e risposta a distanza tra il commissario per la Tav Paolo Foietta e il vicepremier Luigi Di Maio nel corso di In Onda su La7. In una intervista registrata il commissario ha lamentato di non essere ancora stato ricevuto dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e ha espresso l'intenzione di rimanere «fino al 31/12», scadenza del suo mandato, «e se Toninelli non ha intenzione di ricevermi - ha aggiunto - scriverò al presidente del consiglio o chiederò udienza al presidente della Repubblica».

Dura la risposta di Di Maio: «Si stanno prendendo in giro gli italiani, ci sono 10 miliardi buttati quando non ci sono le scuole, ma chi ci è mai andato dal Presidente della Repubblica quando cadevano i tetti delle scuole? Fino a ieri stavano zitte zitte queste persone nominate dai precedenti governi». Si tratta, aveva detto in precedenza, «di uno che sta lì a difesa del fortino». «Se nomino un commissario per un'opera e quell'opera non la voglio realizzare nominerò» qualcuno, se invece «la voglio portare avanti nominerò un altro. Questo qui viene dal precedente governo».
Giovedì 9 Agosto 2018 - Ultimo aggiornamento: 11-08-2018 19:02

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 9 commenti presenti
2018-08-10 17:47:20
Povero di Maio sempre a generalizzare, ma il problema dei tetti delle scuole li risolve con le penali da pagare?
2018-08-10 11:04:47
No tav, No tap, No fax, torniamo al medioevo. Che Paese di ignoranti.
2018-08-10 09:24:54
I comunisti il pugno chiuso! I nazifascisti il saluto romano a mano aperta. Per questo governo gialloverde qual è il saluto simbolo?
2018-08-10 08:25:00
Si meglio allontanarlo, non ha la certificazione di ONESTA rilasciata da Di Maio. E poi bisogna cambiare i vertici e annullare le nomine degli ultimi ottanta anni. Non è cosa di poco. Di Maio ha tanti anni di vita d'avanti.Forza che ce la fai!
2018-08-10 08:16:16
Ogni governo ha le sue idee sull'impiego del denaro pubblico, ci può stare. Ci può stare pure che nel TAV si siano sprecati soldi. Ma l'opera è necessaria al Paese, per non renderlo marginale. Criticare il governo precedente fa parte del gioco; ma magari, se quei soldi fossero disponibili , 10 miliardi, vi avrebbero fatto comodo per il super Rousseau. Che non servirebbe a nessuno.
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