Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Stupro, condanna bipartisan della politica: «Sentenza Cassazione riporta indietro di decenni»

Stupro, niente aggravante se vittima è ubriaca: condanna bipartisan della politica sulla sentenza choc
2 Minuti di Lettura
Lunedì 16 Luglio 2018, 21:03 - Ultimo aggiornamento: 21:16
Condanna bipartisan della politica sulla sentenza della Cassazione che ha stabilito che nel caso di uno stupro, se la vittima è ubriaca per avere assunto volontariamente alcol, alla pena non può essere aggiunta l'aggravante nel caso di uso di sostanze alcoliche o stupefacenti. 

LEGGI ANCHE Stupro di gruppo, la Cassazione: se la vittima è ubriaca non scatta l'aggravante

«Sul corpo e sulla vita delle donne la cultura, soprattutto quella giuridica, non avanza di un passo, anzi. La sentenza della Cassazione ci porta in dietro di decenni». Lo dichiara Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, in merito alla sentenza di oggi assunta dalla Corte. «Era il 1999 quando i giudici della Corte di Cassazione sentenziavano che se la vittima porta i jeans non può essere stupro, poi nel 2006 riconoscevano le attenuanti per la »minore gravità del fatto« perché la ragazza di 14 anni violentata dal patrigno non era più
«illibata».

Oggi come allora - sottolinea la deputata Dem - si trovano attenuanti, come l'aver bevuto volontariamente, a un reato tanto odioso quanto grave. È una sentenza che rischia di vanificare anni di battaglie». «La violenza fisica e psicologica è difficile da superare e altrettanto da denunciare. Sentenze come questa non aiutano le donne nel loro percorso. Tante cose dovrebbero essere cambiate da quel lontano 1979, anno in cui la Rai mandava in onda il documentario di denuncia »Processo per stupro«, ma il pronunciamento della Corte pone ancora dei dubbi. È il momento di andare avanti e lasciare indietro episodi come questo», conclude.


«Lascia sconcertati la decisione della Cassazione di negare l'aggravante nel caso in cui la vittima di uno stupro abbia abusato di alcool - ricara la dose la deputata e leader di Forza Italia Giovani Annagrazia Calabria -. Far passare anche solo lontanamente l'idea che approfittare della mancanza di pieno autocontrollo da parte di una donna non sia un comportamento da punire in maniera ancora più dura è un passo indietro nella cultura del rispetto e nella punizione di un gesto ignobile e gravissimo quale è lo stupro».
© RIPRODUZIONE RISERVATA