Sottosegretari, pronta la squadra dei 45
Gozi agli Affari europei, Fiano all'Interno
il Pd Legnini confermato all'Editoria

Venerdì 28 Febbraio 2014
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ROMA - Stando all’Almanacco del giorno, ieri 27 febbraio il sole è sorto alle 6,48.

Esattamente 18 minuti dopo che Matteo Renzi aveva twittato la sua agenda di lavoro e le priorità: «A palazzo Chigi lavorando sui dossier più urgenti del momento», con annessa foto del cortile della sede del governo - ovviamente deserto - e alcune finestre degli uffici con le luci accese. Priorità che saranno affrontate oggi nel Consiglio dei ministri convocato per le 10.30: il decreto sugli enti locali con le norme anche sui fondi per Roma e la nomina di viceministri e sottosegretari.



Insieme queste ultime due categorie dovrebbero riguardare oltre una quarantina (forse 46) di poltrone. Infatti il complicato puzzle delle richieste dei partiti e degli appetiti dei singoli si è andato via via componendo, anche grazie ad alcune decisioni dei ministri. Come ha fatto per esempio Dario Franceschini che ha nominato Giampaolo D'Andrea, ex sottosegretario con Monti e prima nello stesso ministero nei governi Prodi, D’Alema ed Amato, capo di gabinetto del ministero dei Beni culturali. Presumibilmente verrà tenuto in conto anche l’invito fatto da Stefano Fassina di confermare alcuni viceministri «tenendo conto dei meriti» acquisiti sul campo.



CONFERME E NEW ENTRY

Potrebbe essere il caso di Giovanni Legnini, già sottosegretario con delega all’Editoria che vedrebbe confermato il suo ruolo. Anche se a quell’incarico aspira anche Antonello Giacomelli, vicecapogruppo del Pd alla Camera, di Areadem ed amico personale del premier. Altre caselle praticamente chiuse in alcuni posti chiave riguardano Marco Minniti che sarà sottosegretario con delega ai servizi segreti; Lapo Pistelli, viceministro agli Esteri; la new entry Enrico Morando, numero due nel ministero strategico dell’Economia.



Ruolo importante anche per il pd Filippo Bubbico, che avrebbe la delega per la Coesione territoriale da dove si gestiscono le importanti risorse dei fondi europei sui quali anche recentissimamente il capo dello Stato ha richiamato l’attenzione. No grazie è invece la risposta di Giacomo Portas, leader del gruppo dei Moderati ed eletto nella lista del Pd, alle offerte di Lorenzo Guerini, braccio destro di Renzi nella partita dei sottosegretari: «Sono grato, anche a nome del mo gruppo, della proposta di Guerini per un eventuale incarico da sottosegretario, ma sono impegnato alla presidenza della commissione parlamentare di Vigilanza sull’anagrafe tributaria e intendo proseguire nel mio lavoro». Tornando alla Farnesina, forte è stato il pressing in queste ore si per dare un ruolo operativo di spessore a Enzo Moavero Milanesi, ex ministro per gli Affari europei nel governo Letta. Il dicastero, senza portafoglio, è stato soppresso e in molti, Quirinale, compreso, avrebbero gradito una qualche riconferma. Nell’ultimo miglio, dopo la decisione di Moavero di restare fuori, l’avrebbe spuntata Sandro Gozi, renziano della prima ora, e dunque nuovo sottosegretario agli Affari europei.



Qualche malumore è affiorato nei giorni scorsi nel Nuovo centrodestra, dove i peones accusavano Alfano di aver indicato Enrico Costa come viceministro della Giustizia in modo da lasciare la carica di capogruppo a Montecitorio all’ex ministro Nunzia De Girolamo. A proposito di Ncd, è ufficiale che Gaetano Quagliariello, già ministro delle Riforme, non farà parte del governo in quanto nominato coordinatore del partito. Tra i centristi, l’ex presidente delle Acli, Andrea Olivero, è assai gettonato per diventare viceministro al Lavoro o alla Pubblica istruzione. Vice di Alfano al Viminale dovrebbe diventare Emanuele Fiano, sinistra pd. Della stessa area anche Andrea Del Basso De Caro, in corsa come viceministro allo Sviluppo Economico o in alternativa alle Infrastrutture. Tra i ”giovani turchi” sono in ballo Nadia Ginetti e Sesa Amici. Ultimo aggiornamento: 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA