Nasce sinistra italiana, gruppo con 31 deputati. Fassina: alternativi a liberismo da Happy days di Renzi

Sabato 21 Novembre 2015
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Nasce Sinistra italiana. Con una manifestazione al teatro Quirino di Roma, prende vita il nuovo gruppo parlamentare (logo in rosso su fondo giallo), composto da 31 deputati.

Ne faranno parte i 25 di Sel e 6 ex Pd. Al Senato nascerà solo in un secondo momento la componente del gruppo Misto che avrà lo stesso nome e includerà i 7 di Sel, Mineo e due ex M5s. Il gruppo della Camera, ha annunciato Monica Gregori, avrà come consulente economico l'economista statunitense premio Nobel Joseph Stiglitz.

«Sinistra italiana ha una proposta di governo alternativa al liberismo da Happy days del segretario del Pd», ha detto Stefano Fassina nel suo intervento.

«Abbiamo scelto di avviare i gruppi parlamentari intorno alla legge di stabilità perché la credibilità non si conquista con l'autocertificazione, tanti si dicono di sinistra, ma sui contenuti - ha detto ancora l'ex deputato Pd -. Questa manovra iniqua è sinergica al partito della nazione, Renzi ha detto che attua il programma che Berlusconi non è riuscito ad attuare».

«Oggi con Sinistra italiana ci sono tantissimi iscritti al Pd e sarà sempre di più così perché la battaglia all'interno del partito non è più possibile, per la radicalità della deriva renziana. Dobbiamo bloccare il tentativo in atto di cancellare la sinistra, se vogliamo ricostruire il centrosinistra», ha sottolineato l'ex dem Alfredo D'Attorre.

«Ci hanno accusato di fare il gioco della destra. Dispiace per le parole di Bersani ma non è così: il gioco della destra lo fa chi fa la destra con il jobs act, con l'intervento sulla scuola, con l'Italicum, con la riforma del Senato e della Rai. Noi siamo Sinistra italiana e abbiamo scelto un nome che rivendica una scelta di campo precisa», ha aggiunto Fassina.

«La fase di Ignazio Marino a Roma si è chiusa. Si è chiusa per colpa del Pd, in modo traumatico, ma ha dato quello che poteva dare», ha poi risposto Fassina a chi gli domandava, se Marino potesse essere il candidato della sinistra al Campidoglio nel 2016. Fassina ha escluso che la sinistra possa essere alleata del Pd, ma sulla possibilità di candidarsi come sindaco, non si sbilancia: «Siamo in una fase ancora molto prematura».

«Sold out» al teatro Quirino. Platea e palchi stracolmi di militanti e molti rimasti fuori per motivi di sicurezza: circa 500 persone, secondo gli organizzatori. Fassina, D'Attorre, Nicola Fratoianni e Arturo Scotto hanno quindi deciso di uscire dal teatro, tra un intervento e l'altro, e «riprodurre» l'assemblea anche all'esterno, con un «bis» improvvisato in strada.

Qualche momento di tensione c'è stato tra i vigili del fuoco che, per motivi di sicurezza, hanno impedito di entrare nel teatro gremito. Un vigile del fuoco ha chiuso la porta in faccia anche a D'Attorre, che cercava di rientrare dopo aver tenuto un intervento improvvisato per strada. E nei momenti più concitati, qualche militante ha insinuato ironico: «Non ci fanno entrare perché sono renziani».

C'è poi stato anche tempo per interrogarsi su come chiamarsi: «compagni» o «amici»? L'interrogativo se l'è posto Claudio Fava, tornato nel gruppo dopo l'uscita da Sel, che ha aperto il suo intervento salutando gli «amici» presenti. Ma più d'uno dalla platea lo ha corretto, gridando: «Compagni, siamo compagni». Fava ha replicato: «Compagni ce lo diciamo da sempre, amici implica un atto di generosità che di questi tempi è ancora più raro».

Ultimo aggiornamento: 9 Novembre, 08:30

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