M5S, in Sicilia Cancelleri apre a dialogo con Musumeci

Giovedì 22 Marzo 2018
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Le alleanze extra romane

Mentre la pentastellata Chiara Appendino fa asse con il presidente Pd Sergio Chiamparino e mentre Nicola Zingaretti, sempre Pd, si guarda attorno, anche al M5S, per formare una maggioranza, in Sicilia si apre un terzo cantiere programmatico, tra centrodestra e Movimento. Tutto questo mentre  a Roma, in Parlamento, il M5S frena le avances di Silvio Berlusconi.

Nella regione del 61 a 0, la Sicilia appunto, dove Silvio Berlusconi nel 2001 vinse 61 collegi su 61, oggi si aprono nuovi scenari. A Palazzo d'Orleans governa Nello Musumeci, "il fascista per bene" che ha vinto con una coalizione di centrodestra. Ma il 4 marzo il cappotto elettorale lo hanno fatto i grillini che hanno vinto tutti i 28 collegi uninominali. E quindi il leader siciliano del M5s, Giancarlo Cancelleri, ha annunciato l'apertura di una stagione dialogante, chissà anche in chiave romana.

Cancelleri in un'intervista a "La Sicilia", apre alla possibilità di una stagione del dialogo, come lui stesso la definisce, con il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, eletto con il centrodestra. «In campagna elettorale Musumeci ripeteva che se i suoi gli avessero messo i bastoni fra le ruote si sarebbe dimesso subito. Ebbene, è successo: sia coerente e si dimetta. Oppure ci dica, ufficialmente e pubblicamente, quali sono le sue priorita', i punti-chiave della finanziaria. E a quel punto gli diremo se siamo interessati o meno». Il Movimento 5 Stelle, il gruppo più consistente all'Assemblea regionale siciliana, si aspetta già oggi una mossa da parte del governatore, atteso stamani in commissione Bilancio. Cancelleri, deputato regionale e candidato governatore alle scorse regionali, chiarisce che l'eventuale dialogo non avverrà «certo al tavolino del bar o nelle segrete stanze dei palazzi» ma invoca «un passaggio istituzionale» sulla crisi.

«É l' unica garanzia contro gli inciuci: deve essere una richiesta formale - incalza -. E il M5s deciderà se aprire la stagione del dialogo sui temi concreti. Non per salvargli la faccia, ma per il bene della Sicilia che affonda. Aprire la stagione del dialogo significa parlare, ma anche ascoltare. E noi ne abbiamo tante di cose da dire. Lui ci dà i suoi punti e noi gli diamo i nostri».

 

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