Governo, Sapelli: «Io premier? Ho dato piena disponibilità»

Governo, Sapelli: «Io premier? Ho dato piena disponibilità»
di Stefania Piras
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Lunedì 14 Maggio 2018, 11:01 - Ultimo aggiornamento: 15:51

Prende quota l'ipotesi Giulio Sapelli. Né Salvini né Di Maio. Nessuno dei due farà il premier. Entrambi hanno designato due nomi "terzi", due personalità che piacciono a entrambi e fra cui dovrà scegliere Sergio Mattarella. La Lega si é orientata proprio verso l'economista Giulio Sapelli, mentre il Movimento su Giuseppe Conte, avvocato vicepresidente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, che era stato proposto come possibile ministro della PA. A lui infatti sarebbe toccato il dossier numero uno dei venti punti di Pescara (la primissima versione del programma elettorale dei Cinque Stelle). Ovvero l'abolizione di ben 400 leggi inutili. Un super lavoro di semplificazione, dunque. 

Ma il nome su cui si è orientata la Lega, Sapelli,  ha piu possibilità perché piace molto anche al Movimento che lo intervistò sul blog nel 2016 quando erano ancora convinti di poter uscire dall'euro. Sapelli insegna a Milano Storia Economica ed Economia politica. Editorialista del Messaggero, ha un passato speso tra Olivetti, Eni, Finmeccanica, Telecom e Barilla. Sapelli era presentato dal M5S Europa come un intellettuale molto critico verso Giorgio Napolitano ma soprattutto verso l'Europa a matrice tedesca. Nell'intervista diceva:
«I regolamenti come il 3% o il Fiscal Compact, sono una follia. Sono frutti dell'ordoliberismo anche se la gente non sa più cos'è. Queste idee erano di una minoranza, il contrario del liberalismo è mettere in una costituzione quale deve essere la forma della politica economica e negare la democrazia».
Sosteneva persino la tesi del Cav, del colpo di Stato contro di lui nel 2011. Basta questo per capire di quale maggioranza potrebbe godere.

Sapelli dunque metterebbe d'accordo veramente tutti: Movimento 5 stelle e tutta la coalizione di centrodestra, Lega in testa.


«È tutto vero. Sono stato contattato da entrambi le parti politiche - ha detto Giulio Sapelli - e ho dato la mia piena disponibilità. Mi hanno spiegato che stanno valutando anche un altro profilo, quello di Conte e non mi hanno ancora detto chi hanno scelto». «Ho detto  ai due leader - ha aggiunto Sapelli - che vorrò dire la mia sui ministri. Ho parlato con il collega Domenico Siniscalco, che spero di avere al mio fianco come ministro del Tesoro».

Personalità molto trasversale, sul Messaggero aveva scritto una lunga riflessione su Bob Dylan, il Nobel, e le sue canzoni "salmodianti" 
«dalla potenza evocativa straordinaria che, oltre alla poesia, come ogni vera poesia, ha una capacità comprensiva dell’essere molto più profonda di intere biblioteche di sociologia o di economia del lavoro», scriveva celebrando Dylan come ultimo grande cantore di una vita agra, di una "Terra desolata" alla Eliot «che va verso la meditazione religiosa e il mescolare tale meditazione con la quotidianità più prosaica», perché, scriveva «Viviamo in tempi difficili, dove dopo «La terra desolata» non c’è che il deserto cognitivo del nuovo che avanza». «L'arte precede la scienza», diceva poi sempre riguardo a Bob Dylan. E la politica, la tecnica; a giudicare dagli ultimi conciliaboli gialloverdi. 

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