Salvini all'hotel multietnico di Porto Recanati: «Servono le ruspe»

Salvini all'hotel di Porto Recanati
«Servono le ruspe». Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è arrivato all'Hotel House, il grattacielo multietnico di Porto Recanati, per un sopralluogo. Accompagnato dai vertici delle forze dell'ordine (carabinieri, polizia, guardia di finanza) e dal sindaco Roberto Mozzicafreddo e ha incontrato l'amministratore straordinario dell'immobile, che conta circa 500 appartamenti, nominato dal tribunale. Il grattacielo è stato più volte al centro degli interventi di Salvini, da leader della Lega.

«O lo sistemi o lo abbatti. E per esperienza è più facile la seconda. Non c'è una terza via», ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, durante il sopralluogo. Salvini ha parlato con vari residenti, poi è salito all'ultimo piano: «L'ultima volta mi sono dovuto travestire da imbianchino per arrivarci». E ancora: «Da troppi anni lo stabile è in queste condizioni. Non basta la buona volontà delle amministrazioni locali, della Prefettura e delle forze dell'ordine, come Ministero chiederemo un intervento radicale insieme ad altri ministeri».  «Per quello che mi è dato vedere prevedo l'abbattimento, non vedo altre soluzioni. Non posso dare tempi - ha aggiunto - se non ho un progetto in mano».

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Salvini è salito fino all'ultimo piano dove c'è solo una terrazza. Al piano sottostante, il sedicesimo, dove ci sono degli appartamenti, si è fermato lungo i corridoi a guardare dei mobili ammassati in una nicchia, un forno abbandonato, dei foratoni spaccati sul soffitto a che rischiano di venire giù. E affacciandosi da una finestra ha guardato il panorama della costa fino al Monte Conero, in stridente contrasto con il degrado dell'interno dell'Hotel House.

 


«Quest'anno l'aumento degli occupanti dell'Hotel House non si è verificato grazie all'effetto deterrente prodotto dal progetto "Spiagge sicure", che ha coinvolto tra gli altri anche il Comune di Porto Recanati», ha aggiunto il ministro, sottolineando che «ora lavoreremo per trovare soluzioni, garantendo diritti ai legittimi proprietari ma con l'obiettivo di radere al suolo quello che ormai è ricettacolo di spacciatori, ladri e delinquenti».

Il prefetto di Macerata Iolanda Rolli ha fatto al ministro un report della situazione dello stabile. Nel gruppo che accompagna Salvini ci sono il questore Antonio Pignataro, il comandante provinciale dei carabinieri col. Michele Roberti, quello della Guardia di finanza col. Amedeo Gravina. Ci sono anche alcuni rappresentanti della Lega: il responsabile regionale sen. Paolo Arrigoni, il capogruppo in Consiglio regionale Sandro Zaffiri, oltre alla consigliera regionale di Fdi Elena Leonardi.


 
Domenica 16 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 14:05

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2 di 2 commenti presenti
2018-09-16 12:41:53
Salvini ancora una volta gioca sulla paura degli italiani. Questo hotel è in queste condizioni perché le istituzione e i cittadini non hanno fatto nulla per integrare quei poveracci che ci abitano e tenere in ordine la struttura. La soluzione c'è ed è semplice. Gli abitanti rimangono nei 500 appartamenti dell'hotel house. Lo Stato mette i soldi per effettuare la ristrutturazione delle parti condominiali e degli appartamenti e la futura manutenzione. Solo così si potrà risolvere il problema, sarebbe un costo Sofia che ben ripagherebe con la realizzazione un modello di integrazione e di pacifica convivenza tra varie etnie e diverse culture.
2018-09-16 16:48:24
Lo stato deve mattere ancora soldi??????????? BASTA
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