LUIGI DI MAIO

Salvini: ora il M5S faccia di più. Di Maio: centrodestra dannoso

Lunedì 16 Aprile 2018 di Mario Ajello
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dal nostro inviato
VERONA Vicini ma lontani. Tutti, a Vinitaly, riassunto d'Italia, dei suoi umori, delle sue aspettative, delle sue ebbrezze, gridano a Di Maio e a Salvini: «Fate il governo insieme». E loro: «Ci sto provando», «Vediamo», «Se sarà, ci vorrà del tempo», «Ma lui lo vuole fare?». Fanno di tutto per non incontrarsi, e l'accordo per evitarsi regge molto bene. Insieme, neanche un cin! Un po' di vino sarebbe servito. E il reggente del Pd, Maurizio Martina, a sua volta a Vinitaly, ironizza: «Sono astemi e l'acqua, per certe operazioni ardite, non basta». In realtà Matteo di vino ne beve assai (predilige il bianco), Giggino ne beve di meno. Rigorosamente separati, anche se intorno alle 16,30, quando Di Maio va via, Salvini finge di dolersi: «Che peccato!». «Doveva tracannare lo Sforzato, un vino valtellinese. Perché o Di Maio si sforza di più, per trovare un'intesa, o si va dritti al voto». Parola, di Salvini. E ancora: «Spero che di nascosto Di Maio non beva il vino del Pd». E l'altro: «Salvini si ostina a voler tenere il centrodestra unito, ma così rischia di fare un danno al Paese».

Anche se tutta questa voglia di stare insieme a Zio Silvio non è che trasudi dai calici di Matteo. Ma non lo dice - si limita a un brindisi di prosecco - al presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che di Berlusconi è buona amica.

LE FIDANZATE
La Isoardi non c'è. Invece Giggino si è portato Giovanna Melodia, fidanzata ufficiale ma la tiene in disparte. Uno grida a Salvini: «Molla Berlusconi!». Il derby con Di Maio lo stravince lui (migliaia di selfie contro centinaia) ma gioca in casa. E Di Maio viene inseguito tra gli stand da un sussurro quasi continuo: «Giggino, mai col Pd». «Ma quella dem - dice Salvini - è una sirena che sui 5 stelle vale sempre. Se sarà amore tra di loro, no problem, facciano pure, non sono un tipo geloso».

Una lacrima di Sagrantino, un po' di Ribolla, un assaggio di Passerina spumantizzata, e il capo del Carroccio si lancia in una gag. Imita lo show di Berlusconi sul Colle. Fa 1-2-3-4- come le dita della mano, muove la braccia da finto direttore d'orchestra. Sta dando a Silvio del buffone? «Ma noooo, mi alleno soltanto nel linguaggio dei segni. Queste scenette le facevo ai tempi degli scout». Questi invece sono tempi di campagna elettorale, e dunque entrambi vanno in pellegrinaggio negli stand del Molise e del Friuli, e qui Giggino tradisce insicurezza: «Non hanno conseguenze nazionali questi voti». Di sicuro, come Salvini sa bene e come Berlusconi teme assai, avranno conseguenze nazionali dentro il centrodestra.

Giggino è vestito da Palazzo Chigi. Mentre l'altro è scamiciato. Salvini confida tra i viali della fiera: «Vedo i grillini confusi. Di Battista il quale oltre a me, che non somiglio a Dudù, attacca Berlusconi sta forse attaccando Di Maio per conto di Grillo. Boh, affari loro». La Meloni, come Salvini, non esclude la possibilità di un governissimo, che a loro due piace zero: «Un governo autorevole non è mai frutto di inciucio».

Ma ecco, nel padiglione del Trentino, il leader 5Stelle. Gira senza bere, parla forse di Salvini: «Io ubriaco? A giudicare da certe dichiarazioni, mi sembrano più gli altri a correre questo pericolo». E che peccato. Giggino sarebbe potuto essere, in un contesto così, Bacco. E Salvini Dioniso. Dunque, la stessa persona. O almeno non ancora. A un certo punto, il capo pentastellato si ferma con Giovanni Rana, il re dei tortellini. Gli viene chiesto: «Di Maio, lei con con che cosa riempirebbe i tortellini, con Salvini?». Lui sorride, non risponde. Seconda domanda: «Il ripieno migliore sarebbe Berlusconi?». Giggino stavolta replica: «No, verrebbero tortellini avariati».

Arrivando in aereo, lo stesso di Giorgia Meloni, Salvini dice a un passeggero: «Con Di Maio, non vogliamo vederci a Vinitaly». Come mai? Perché la scena la vuole tutta Salvini, qui dove il Carroccio è egemone. Perché Di Maio è offeso: s'é sentito preso in giro da Matteo che pare gli avesse assicurato di aver ottenuto il passo indietro di Berlusconi che invece non c'è stato. E poi perché, prima di sapere se davvero Giggino sta trescando con il Pd, meglio evitare pubblici incontri. Intanto, si è fatto tardi. La fiera sta per chiudere, sono andati via quasi tutti ma Salvini no. I fan ora che il tasso alcolico è salito cantano: «Un presidente, c'è solo un presidente...». Il problema è che non si sa chi sia.
 

Ultimo aggiornamento: 10:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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