Roma, sfila il corteo antifascista: ci sono anche Gentiloni e Renzi

Sabato 24 Febbraio 2018 di Mario Ajello
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Un po' a fatica ma alla fine si riempie Piazza Esedra, luogo di partenza del corteo antifascista diretto a Piazza del Popolo dove arriveranno Renzi, Gentiloni e i big dei partiti di sinistra, molto rivali tra loro, ma oggi pronti a gridare: "Ora e sempre Resistenza". La prima politica ad arrivare è Laura Boldrini, accolta dalla folla che subito intona "Bella Ciao". A inizio corteo Luca Bergamo con fascia da sindaco.

 

Per lo più anziani i primi manifestanti in piazza. Li portano con i pullman i sindacati. Impermeabili verdi per i pensionati Cisl, blu per quelli Uil, rossi per quelli Cgil. Slogan così: "Via via la xe-no-fo-bia!"  Fischietti, bandiere rosse, barbe marciste, occhialetti gramsciani. Poca verve, si vive il rito dell'antifascismo come un dovere identitario e morale più che come una vera affermazione di forza. E più che di antifascismi si parla di reumatismi, mentre il corteo che partendo. "Ho un dolore tutto qui...", dice un anziano, toccandosi il femore. Altri lamentano la cervicale. E che pioggia!

Pd e Leu nel corteo stanno a debita distanza, in spezzoni lontani tra loro per non farli litigare. Prevale di gran lunga la Cgil. Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni arriva in piazza del Popolo mentre confluisce il corteo "Mai più fascismi mai più razzismi". «Un bellissimo messaggio, un messaggio costituzionale. Anche in una giornata un po' piovosa l'impegno di tante persone da tante parti d'Italia credo rassicuri», ha detto il premier secondo cui «c'è bisogno di sicurezza e legalità». «È un corteo molto importante - ha aggiunto - è importante essere qui. C'è grande bisogno di rassicurare».

In piazza anche Renzi: i due si incrociano e si abbracciano. «È bello essere in tanti qui - dice il segretario dem - è bello che ci sia il premier e tutto il Pd. È un giorno da questo punto di vista importate, il Pd c'è con tutte le sue rappresentazioni». Bisogna, aggiunge, «combattere tutti insieme contro una cultura» della violenza. Tra i presenti anche la ministra Marianna Madia.

Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 09:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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