Chi è Roberto Fico, il nuovo presidente della Camera

Sabato 24 Marzo 2018
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Napoletano della Napoli bene -quartiere Vomero- sorridente e affabile, grillino della prima ora e di razza. «Roberto ci rappresenta al meglio, è la storia di questo Movimento», lo ha incoronato Luigi Di Maio indicandolo alla presidenza della Camera, candidato del M5S. Roberto Fico è nato il 10 ottobre 1974 a Napoli.

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Ha un diploma al Liceo classico Umberto I, una laurea con lode in Scienze della Comunicazione a Trieste con un'esperienza a Helsinki, dove ha vissuto per il progetto studi Erasmus. Prima di approdare a Montecitorio, nel 2013, ha lavorato prevalentemente nel settore della comunicazione, uffici stampa compresi, ma è stato impiegato anche in un call-center per un anno.

Considerato l'anima che incarna la sinistra del Movimento, Fico ha fondato nel 2005 il meetup Amici di Beppe Grillo di Napoli. «Volevo portare avanti azioni concrete per la mia città. Ho scoperto in breve tempo che non ero il solo», scrive di sé e dell'esperienza che gli cambierà la vita. Uomo fidato di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, il deputato napoletano, prima di entrare a Montecitorio e diventare presidente della Commissione di Vigilanza -con rinuncia all'indennità e all'auto blu- è stato candidato a governatore della Campania, a sindaco di Napoli (sesto, dietro Clemente Mastella), ma anche, nel 2013, alla presidenza della Camera.

Dai vertici M5S viene indicato nel direttorio che affianca il Grillo un «pò stanchino» nel novembre 2014. Oltre a Fico e Di Maio ne fanno parte anche Alessandro Di Battista, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. Il deputato napoletano è stato descritto dai retroscena come il capo degli ortodossi, di certo in questi anni ha avuto alti e bassi con Di Maio e con il cambio di pelle che ha segnato il Movimento. Quando scoppia il caso Muraro in Campidoglio la distanza tra i due diventa ampissima e scende il gelo quando Di Maio diviene candidato premier e capo politico del Movimento, tanto che Fico si rifiuta di salire sul palco di 'Italia 5 Stellè che ne ha sancito l'incoronazione.

Lui, 5 Stelle della prima ora e da molti considerato «più grillino di Grillo», fatica a scendere a patti con la metamorfosi del Movimento che ha visto nascere. Ma in questi mesi i due hanno lavorato fianco a fianco, ricostruendo la fiducia reciproca e mettendo da parte i rancori del passato. A suggellare la ritrovata intesa, il lunghissimo e commosso abbraccio di oggi, quando Di Maio ha fatto il suo nome per la presidenza della Camera incassando la standing ovation di tutti, eletti del vecchio e del nuovo corso.
Ultimo aggiornamento: 15:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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