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Rimborsi M5S, Le Iene svelano i nomi di altri tre parlamentari coinvolti

Francesco Cariello, Federica Dieni ed Emanuele Scagliusi
5 Minuti di Lettura
Sabato 17 Febbraio 2018, 19:32 - Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio, 17:16

Le Iene svela tre nuovi nomi di parlamentari coinvolti nelle mancate restituzioni di parte dello stipendio al fondo del microcredito targato M5S: si tratta di «Francesco Cariello, Emanuele Scagliusi e Federica Dieni, questi ultimi candidati all'uninominale rispettivamente in Puglia e a Reggio Calabria». È quanto si legge sul sito de Le Iene che anticipa i contenuti della nuova trasmissione.

Secondo Le Iene per Francesco Cariello «mancano all'appello 2 bonifici per un totale di 5989 euro». «L'abbiamo contattato, ma ci ha risposto che prima di martedì non può rispondere alle nostre domande» affermano gli autori dell'inchiesta che poi spiegano: «Con i parlamentari Emanuele Scagliusi, candidato nel collegio uninominale in Puglia, e l'onorevole Federica Dieni, candidata nel collegio uninominale di Reggio Calabria, siamo di fronte a una novità molto originale. Nei loro casi non si parla di bonifici pubblicati e mai arrivati a destinazione, ma di bonifici arrivati nel fondo del microcredito solo parzialmente, cioè per cifre minori di quelle presenti nel documento pubblicato dai due onorevoli». Emanuele Scagliusi, intercettato da Le Iene, «non si spiega come sulla distinta del suo bonifico ci sia una cifra di importo superiore a quella arrivata nel fondo. Ma il codice identificativo dell'operazione è lo stesso, quindi qualcuno ha manualmente modificato l'importo della distinta pubblicata sul sito dei Cinque stelle». Per quanto riguarda Federica Dieni, «ammette con Filippo Roma di aver gonfiato la cifra del bonifico, ma solo perché aveva poi provveduto a fare un bonifico riparatore dieci giorni dopo».


«Bonifici parziali» rispetto a quanto dichiarato. È questa, secondo Le Iene, la diversa tecnica che avrebbero utilizzato i tre nuovi parlamentari M5s identificato nella loro inchiesta per ridurre l'ammontare dei versamenti volontari al fondo per le Pmi del Mef. «Nei loro casi non si parla di bonifici pubblicati e mai arrivati a destinazione, ma di bonifici arrivati nel fondo del microcredito solo parzialmente, cioè per cifre minori di quelle presenti nel documento pubblicato dai due onorevoli» scrivono Le Iene sul loro blog dove domandano: «Siamo passati dal bonifico eseguito e poi revocato al bonifico direttamente taroccato?».

Gli autori dell'inchiesta raccontano che «Emanuele Scagliusi, intercettato da Le Iene, non si spiega come sulla distinta del suo bonifico ci sia una cifra di importo superiore a quella arrivata nel fondo. Ma il codice identificativo dell'operazione è lo stesso, quindi qualcuno ha manualmente modificato l'importo della distinta pubblicata sul sito dei Cinque stelle». Per quanto riguarda Federica Dieni, invece, «ammette con Filippo Roma di aver gonfiato la cifra del bonifico, ma solo perché aveva poi provveduto a fare un bonifico riparatore dieci giorni dopo». Infine Ivan Della Valle definito da Le Iene «il campione dei furbetti» e scovato in Toscana «dove l'abbiamo raggiunto per un'intervista esclusiva». Nel suo caso «risultano mai arrivati al fondo 51 bonifici per un totale di 272.312 euro. Chiede scusa, e ammette: "Taroccavo i bonifici con Photoshop", ma poi attacca».

Per Federica Dieni e Emanuele Scagliusi i vertici del M5S hanno previsto «un richiamo» essendo considerati «casi minori». Lo scrive, in un post sul blog, il M5S che invece annuncia l'espulsione dal Movimento di Francesco Cariello e del consigliere Regionale emiliano-romagnolo Gian Luca Sassi. Il M5S pubblica inoltre la tabella con tutti gli importi restituiti dai parlamentari secondo il sito tirendiconto.it e secondo il Mef. «Abbiamo rinunciato e donato oltre 90 milioni di euro», si legge nel post, intitolato «L'orgoglio del M5S».

«Ieri sera a Gioia del Colle (Bari) sono stato avvicinato da Filippo Roma de Le Iene che mi ha contestato un bonifico di agosto scorso in cui ho restituito mille euro in meno rispetto a quanto previsto. Mille euro che ho restituito nella rendicontazione successiva. La verità è che qualche mese fa ho avuto la necessità di fare una spesa personale di cui non volevo sapessero nulla né la mia compagna per non farla preoccupare né il mio collaboratore, che controlla la mia rendicontazione. In pratica, ho preso in prestito mille euro dei soldi a mia disposizione per dei controlli medici sulla mia persona che volevo rimanessero nascosti ai miei cari». Lo scrive su Fb il deputato M5S Emanuele Scagliusi, spiegando di non aver detto ciò a Le Iene perché «non ho ritenuto opportuno davanti alle telecamere dire miei fatti personali». Mi rimetto totalmente al giudizio dei probiviri. Chiedo solo di tenere conto che ho donato dei miei stipendi oltre 223 mila euro e che ho sbagliato una sola volta per mille euro giá restituite
», spiega.

«L'ostinazione morbosa con cui la trasmissione Le Iene si sta accanendo sulla questione dei nostri rimborsi rischia di scadere nel grottesco. Un discorso, infatti, è la trasparenza ed il rispetto delle regole. Altra cosa, però, attaccarsi ad ogni dettaglio, per trovare un'irregolarità qualsiasi con cui scagliarsi contro il M5S. Sono stata contattata telefonicamente da Filippo Roma che mi ha chiesto conto di una ricevuta inserita sul sito tirendiconto.it nell'aprile del 2014. Mi contestano il fatto che ho dichiarato un bonifico quando in realtà l'ho fatto in due tranche». Lo scrive su Fb la deputata M5S Federica Dieni che sottolinea: «la somma che dovevo restituire era di 6139,93. Non ho fatto un unico bonifico ma due. Il primo di 1739,63 euro (il 17 ottobre 2014) e il secondo di 4401,10 euro (il 29 ottobre 2014). Non riuscendo a caricare su tirendiconto.it entrambe le distinte ho caricato solo la prima modificando l'importo. Questa chiaramente è una leggerezza di cui mi pento. Ma la somma è corretta, così come è corretto l'importo totale delle restituzioni».

Sarebbero 14 in totale, confermano Le Iene, i parlamentari M5s coinvolti nella vicenda dei mancati rimborsi al fondo per le Pmi: «il Movimento ha i dati di tutti i bonifici dei parlamentari da più di una settimana, tuttavia ha deciso di prendere provvedimenti solo nei confronti di otto di loro. Perché aspetta che facciamo noi i nomi di chi ha commesso irregolarità per intervenire? Sta coprendo qualcuno? Vuole limitare i danni? ». È la domanda che pongono gli autori dell'inchiesta.

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