GOVERNO

Renzi: «Il costo del lavoro deve calare. L'Italia è aperta alle multinazionali»

Mercoledì 17 Settembre 2014
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Matteo Renzi
Il premier Matteo Renzi, che nel primo pomeriggio ha incontrato a Palazzo Chigi il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, vedrà il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, alle 17 a Palazzo Chigi.









Renzi: il costo del lavoro deve diminuire. «Dobbiamo ridurre il costo del lavoro, lo stiamo già facendo, diminuire il peso della burocrazia e a chi crea posti di lavoro vogliamo lanciare un messaggio forte e chiaro, l'Italia ha tanta voglia di investire sul domani - aveva detto stamattina ha detto oggi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi - Le multinazionali in Italia sono le benvenute, la globalizzazione è la più grande opportunità che abbiamo, non credete a chi dice il contrario».



Renzi: Italia aperta alle multinazionali. «L'Italia è aperta alle multinazionali - ha detto il premier - Per anni abbiamo pensato che la globalizzazione fosse nemica dell'Italia invece è amica. E' importante tenere insieme piccole e medie imprese e allo stesso tempo attrarre le multinazionali».




«Ridurre le municipalizzate a un ottavo». «Le ottomila aziende municipalizzate italiane sono troppe, dobbiamo ridurle almeno a un ottavo delle attuali - dice Renzi - Bisogna riconoscere quando servono e quanto sono il parcheggio per esperienze politiche che non funzionano più».



«Con 80euro i consumi aumenteranno». «Gli 80 euro in busta paga non sono stati una mancia elettorale e nel lungo tempo grazie a questi i consumi aumenteranno - ha detto Renzi - L'Italia continua ad essere un territorio attraente per le grandi imprese. Nonostante la sofferenza del nostro mercato interno. Il fatto che gli effetti del decreto legge sugli 80 euro non siano immediatamente percepibili negli indicatori macroeconomici non significa che non siano importanti. Nel medio periodo esprimeranno la loro forza ma noi lo abbiamo fatto per altri motivi, ovvero un'esigenza di giustizia sociale».



«L'Italia ha un futuro più grande del proprio passato - sostiene il premier - Questo clima di rassegnazione, stanchezza, di litania del nostro "non ce la facciamo" deve finire. La strada è in salita, abbiamo avuto momenti di difficoltà, abbiamo un grande e forte desiderio di fare dell'Italia un Paese in cui si respira un'aria nuova di innovazione.
Ultimo aggiornamento: 16:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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