Renzi, la Consulta e il rischio di rimanere senza legge elettorale

Lunedì 12 Settembre 2016 di Marco Conti
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Hanno impiegato oltre dieci anni per dichiarare incostituzionale il Porcellum permettendo che per ben tre volte gli italiani eleggessero un Parlamento di nominati e per di più fuori dai principi costituzionali. Ora si apprestano a valutare una legge, l'Italicum, che Matteo Renzi difende, che il Parlamento ha votato e che, soprattutto, non è mai stata utilizzata. Si infittiscono però i boatos che vorrebbero l'Italicum a rischio del giudizio della Consulta che dovrebbe esprimersi il 4 ottobre. 

Al punto che lo stesso Renzi dopo le iniziali resistenze, ha dovuto aprire a possibili modifiche della legge elettorale temendo possibili bocciature,  seppur parziali.

Non sono più gli anni in cui Silvio Berlusconi tuonava sulla politicizzazione della Consulta, ma un ruolo politico i giudici indubbiamente continuano a svolgerlo e, secondo alcuni esponenti del Pd, non potranno non considerare il rischio che il Paese corre nel restare nuovamente senza legge elettorale.

Approvarne una nuova, nell'attuale Parlamento, infatti non sarà facile. Soprattutto non sarà facile "produrre" una legge elettorale che assicuri governabilità e stabilità al Paese. La stagione delle grandi coalizioni, tanto ampie quanto instabili, potrebbe quindi tornare di moda. Un passo indietro del Paese che, per Renzi, rischia alla lunga di avvantaggiare solo il M5S.

Ultimo aggiornamento: 13 Settembre, 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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