FI: vittoria di Pirro. M5S: grazie ai 15 milioni di cittadini che hanno detto sì alla democrazia

Domenica 17 Aprile 2016
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«Vittoria di Pirro di Renzi. 15 milioni italiani gli hanno votato contro, più che sufficienti per mandarlo a casa a ottobre». Lo ha scrito su Twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

«Per analizzare i dati sulla partecipazione al voto del referendum sulle trivelle, e cominciare a ragionare, in prospettiva, sulle implicazioni che questo risultato avrà in relazione al prossimo referendum costituzionale di ottobre è utile ricordate i dati dell'ultimo referendum confermativo, svoltosi nel 2006 sulla riforma della Costituzione portata avanti dal governo Berlusconi - ha poi affermato Brunetta -. In quell'occasione, 25 e 26 giugno 2006, parteciparono al voto poco più di 26 milioni di aventi diritto, il 52,46% del corpo elettorale. Vinse il "no" con 15.783.269 voti (il 61,29%), mentre i sì raccolsero 9.970.513 preferenze (il 38,71%). Quel referendum fu vinto con oltre il 61%, poteva essere vinto anche con il 51%, e quindi con poco più di 13.300.000 voti. Considerando una buona affluenza per un referendum che comunque non aveva bisogno del raggiungimento del quorum. Possiamo dunque affermare, in un ragionamento comparativo serio, che al prossimo referendum costituzionale di ottobre, per vincere basteranno poco più di 13 milioni di voti».

Di vittoria di Pirro parla anche il senatore della minoranza Pd Miguel Gotor. «Il non raggiungimento del quorum è una classica vittoria di Pirro - ha detto gotor -. Il Pd ha usato in modo strumentale l'astensione pensando di poter giocare con uno dei principali mali delle nostre democrazie, ma questa scelta spregiudicata rischia di rivelarsi un boomerang. In un colpo solo infatti abbiamo contraddetto la tradizione di partecipazione civica dell'elettorato di centro sinistra e l'identità stessa del Pd che e» fondata sulla partecipazione dal basso di iscritti ed elettori. I cittadini però non sono pecorelle smarrite e purtroppo per noi temo che se lo ricorderanno nei prossimi appuntamenti elettorali e referendari».

«Grazie agli oltre 15 milioni di cittadini che hanno detto SI alla democrazia ed un futuro con mari puliti, energie rinnovabili, efficienza energetica e turismo sostenibile! Sono tantissimi e hanno combattuto una battaglia da eroi della democrazia». Lo affermano i senatori M5s in una nota pubblicata sul blog di Beppe Grillo. «Hanno combattuto come milioni di semplici Davide del Mondo Pulito contro i Golia delle lobby del petrolio di Trivellopoli e della disinformazione. Lo hanno fatto affrontando 8 mesi di totale disinformazione su questo referendum, con trasmissioni che dichiaravano che si votava solo in 9 Regioni , alle bufale sui "posti di lavoro a rischio" oppure quella che "si sono sprecati 300 milioni di euro", quando è stato il Governo a non volere l'accorpamento con le elezioni amministrative, proprio per evitare di raggiungere il quorum. Lo hanno fatto affrontando il vergognoso Governo di Trivellopoli ed un vergognoso ex presidente della Repubblica, che violando la Costituzione sulla quale hanno giurato («articolo 48: Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico») hanno invitato all'astensione. Invitavano al "non voto" facendo leva, per il mancato raggiungimento del quorum, su quella parte di cittadini che si astengono in maniera «fisiologica» (ed in questi tempi toccano il 40% dell'elettorato). Il Movimento 5 Stelle - è scritto ancora nella nota - da sempre si batte per l'abolizione del quorum nei referendum, perchè negli strumenti di democrazia diretta solo chi partecipa deve contare e decidere».

«Matteo Renzi non perde l'occasione di rilanciare la sua propaganda sul Paese. Ci ripete la storiella dei lavoratori che avrebbero perso il posto da domani se avesse vinto il si. Ripete la favola dell'impegno per le energie rinnovabili in un paese in cui gli incentivi per le fonti fossili restano ben più alti di quelli per le rinnovabili. Il tutto condito dall'ipocrita scena della scelta dolorosa sul non voto. La verità è che la sua è stata una scelta comoda, dettata dalla volontà di insistere su un modello di sviluppo senza futuro». Lo afferma Nicola Fratoianni dell'esecutivo nazionale di Sinistra Italiana. «Del resto - prosegue l'esponente della sinistra - è lo stesso Presidente del Consiglio che di fronte alla crescente disaffezione al voto degli italiani alza le spalle. La verità è che a Renzi va bene una democrazia dimezzata, nella quale la partecipazione sia un fattore marginale. Ma non si illuda - conclude Fratoianni - perché 15 milioni di persone sono tante e ad ottobre lui non potrà nascondersi dietro l'astensionismo. Vedremo se diranno "ciaone" anche in quella occasione». 

«Chi ha evocato e celebrato in queste ore l'onda lunga dell'astensionismo dovrebbe riflettere: sapevamo che il quorum era un obiettivo difficile da raggiungere e siamo stati cauti in tutte le nostre dichiarazioni, ma per chi crede nella democrazia oltre 15 milioni di elettori (mentre scriviamo) sono un grande risultato. Ricordiamo che il 40% del Pd alle europee equivaleva a 11 milioni di elettori». Lo afferma Pippo Civati, deputato di Possibile.


  Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 01:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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