Pd, la nuova segreteria di Martina con Madia e Cuperlo

Arriva la nuova segreteria di Maurizio Martina. Sette uomini e sette donne, più il martiniano Matteo Mauri come coordinatore. Con il compito di traghettare il partito verso il congresso. Dentro, rappresentanti di tutte le aree del partito (ma nessun nome espressione di Nicola Zingaretti).

E, a dare un segnale di «apertura», l'ingresso di Pietro Barbieri, già portavoce del Forum nazionale del Terzo settore. L'ex ministro Marianna Madia che - come novità fortemente voluta da Martina - si occuperà della Comunicazione, subito twitta: «La strada è in salita ma insieme ce la faremo a ritrovare la fiducia dei cittadini». Ma l'annuncio della nuova squadra del Nazareno non è indenne da polemiche, con Carlo Calenda che attacca Francesco Boccia, vicino a Emiliano. È una squadra «plurale, unitaria e aperta», quella che Martina presenta in serata, al termine di una settimana di tira e molla con le diverse aree del partito. Alla fine il segretario dice no alla proposta della renziana Teresa Bellanova come vicesegretario e la mette in segreteria da responsabile Mezzogiorno.

Ma a un altro renziano, vicino a Lotti, Gianni Dal Moro, affida un ruolo chiave come l'organizzazione, e accoglie in squadra anche Tommaso Nannicini, già curatore del programma di Renzi, con la delega al Progetto partito e Forum nazionale. C'è poi Gianni Cuperlo, che è rimasto fuori dalle liste elettorali, alle Riforme, alleanze e partecipazione. L'orlandiano Andrea Martella, anche lui fuori dalla Camera, avrà Infrastrutture e Trasporti. Boccia la delega alle imprese, Stella Bianchi l'Agenda 2030 e sostenibilità, l'orfiniana Chiara Gribaudo il Lavoro, Lia Quartapelle gli Esteri, il sindaco Matteo Ricci resta agli Enti locali, la franceschiniana Marina Sereni curerà il diritto alla Salute, e Mila Spicola il contrasto alla povertà educativa.

Piero Fassino mantiene la delega ai rapporti con il Pse. E in segreteria parteciperanno i capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci e il presidente dell'Assemblea, Matteo Orfini. Finisce così ufficialmente l'era renziana al Nazareno, almeno fino al prossimo congresso che dovrebbe essere a inizio 2019. Ma sulla nuova segreteria è già polemica.

Un deputato vicino a Lotti, che preferisce restare anonimo, fa notare che in segreteria entra Cuperlo, «che aveva messo un veto su Lotti». Mentre Carlo Calenda, che in mattinata aveva lanciato l'idea di un congresso costituente con una candidatura collettiva di tutti i dirigenti Dem, polemizza apertamente, pochi minuti dopo l'annuncio di Martina. Si scaglia contro la nomina di Boccia, come responsabile per le Imprese: «È davvero una mossa vincente. Uno che ha combattuto con Emiliano per la chiusura di Ilva e Tap, definendoci al servizio delle lobby. #facciamocidelmale».
Sabato 14 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15-07-2018 21:43

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4 di 4 commenti presenti
2018-07-14 16:06:15
Le loro scelte sono mirate al' auto estinzione della specie. Non possiamo che rallegrarcene. Negli ultimi 25 anni il PD ├Ę stata una palla al piede per il paese. Un cancro che, finalmente, ├Ę giunto alla fase terminale. Nati con una ideologia illusa, vissuti una vita con la stessa illusione, moriranno senza averla abbandonata. Peggio per loro e meglio per gli altri.
2018-07-14 15:58:30
il vecchio che avanza, va benissimo vi aiuterà a non prendere voti; dimenticavo, chiunque mettete al PD, non rappresenta più l'Italia e l'Italiano
2018-07-14 08:45:57
zero contavano e zero continuano a contare . di sinistra ancora niente?
2018-07-14 04:42:56
Scelte eccellenti: il governo giallo verde può dormire sonni tranquilli. Con i renziani all'organizzazione ed al partito, basterà seguire la naturale evoluzione demografica dei decessi per vedere il PD ridursi di altri 800 mila voti, da qui alle prossime elezioni 2023. Paolo Diamante Roma
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