Calenda invita a cena Gentiloni, Renzi e Minniti: «Impediamo la sottomissione del Pd»

Calenda invita a cena gentiloni, Renzi e Minniti: «Impediamo la sottomissione del Pd»
Gentiloni, Minniti e Renzi a cena da Calenda. L'invito «formale» e «pubblico» è arrivato dall'ex ministro dello sviluppo economico via Twitter. Lo scopo: sedersi intorno a un tavolo e discutere del futuro del Pd. «Serve qualcosa di più di una cena, serve un congresso», replica Gentiloni dalla Festa dell'Unità di Modena. Ma l'invito è accettato. Chi invece non è stato neanche preso in considerazione è l'attuale  segretario del partito, Maurizio Martina che tuttavia oggi ha assicurato che «il congresso si farà» e che a gennaio ci saranno le primarie. 

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«Hai ragione Giuliano. Questo è un invito formale. Vediamoci PaoloGentiloni matteorenzi #minniti. Per essere operativi e per limiti miei di movimento: martedì da me a cena. Invito pubblico per renderlo più incisivo ma risposta privata va benissimo», scrive su Twitter Carlo Calenda rispondendo a un tweet dello scrittore Giuliano da Empoli che aveva scritto che «la storia non sarà clemente con i quattro leader del Pd, Renzi, Gentiloni, Calenda, Minniti che condividono la stessa linea politica se per ragioni egoistiche non riusciranno a sedersi intorno a un tavolo per impedire la deriva del Pd verso l'irrilevanza e la sottomissione al M5s».

 
«Figurati se si rifiuta questo invito. Se si fa e c'è questo invito non è una cosa a cui si può rinunciare. Detto questo, se qualcuno pensa che i problemi del Pd si risolvono perché alcune persone si vedono a cena, forse non ha esattamente chiaro cosa sia il Partito Democratico», è la risposta arrivata dall'ex premier Paolo Gentiloni ospite della festa dell'Unità di Modena. «Il Pd - ha aggiunto tra molti applausi - ha bisogno con urgenza di una cosa che comincia per "c" e che non è cena, e si chiama grossomodo Congresso».

«Ma come ho sentito dire - ha aggiunto - con questa situazione, con Salvini, vi mettete a fare un congresso e magari litigate? Ma abbiamo bisogno di un congresso, secondo voi, per litigare? Non credo. Noi il problema, purtroppo, di discutere, tra virgolette, ce l'abbiamo a prescindere dal congresso. Il congresso ci serve per avere una leadership salda, decidere una linea e cambiare strada». «Io agli inviti rispondo - continua l'ex premier - ma qui abbiamo bisogno di una cosa un po' più impegnativa di una cena tra quattro cinque sei persone...».

Via Twitter non tarda ad arrivare la risposta di Calenda: «Se pensassi che i problemi del Pd si risolvono con una cena sarei un imbecille. Che due dei migliori Presidenti del Consiglio che il paese abbia avuto, e più capace Ministro degli Interni, riprendano a confrontarsi sul futuro dei progressisti mi pare però un primo passo necessario».

 
Domenica 16 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 23:20

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5 di 17 commenti presenti
2018-09-17 12:14:11
Bene onle calenda qualcuno dovrà pur prendere le redini dello sfacelo. Io direi a Renzi, che ho votato, di stare in disparte o andaare a casa la sua presenza non è tollerata. E' lui il colpevole al90m%. Peccato ma di dovrà pur essere una sinistra.altrimenti è solo fascismo o dittatura. Non mi dispiace Salvini ma qualcuno che lo ridimensioni ci vuole.
2018-09-17 08:26:00
L'opportunità di esaminare il corso del Partito negli ultimi 5 anni è oggettiva. Il problema numero uno, risolto il quale gli altri si aggiustano quasi da soli, è la litigiosità interna. Disse bene Giuliano Amato, osservando che la litigiosità è connaturata al carattere progressista della sinistra, perché i suoi programmi guardando al progresso, al futuro, hanno un inevitabile contenuto di opinabilità. I conservatori non hanno questo problema, perché lo status quo che intendono conservare è oggettivo e quindi non ci sono programmi sui quali litigare. Sia chiaro, i conservatori litigano comunque su come spartirsi le risorse pubbliche, su come magnà! Ritornando all'opinabilità della politica progressista, occorre stabilire delle regole interne colle quali, una volta varato il programma, ci si assicura che tutti remino a favore della sua realizzazione. Ciò vale soprattutto per un'eventuale condivisione di percorso coi partiti della sinistra estrema, ancora oppressi da una zavorra ideologica che non riescono a riealaborare. A questi fa detto chiaro e tondo che la politica è l'arte del possibile e che se una speranza c'è che parte dei loro programmi venga attuata, questa passa per le condizioni favorevoli del consenso pubblico. Si chiarisca loro che, salti progressisti in avanti senza consenso diffuso non sono riusciti neanche colla forza, coi carri armati, figuriamoci come possono riuscire con metodi democratici. Questo è il problema da superare, condividere il realismo di un programma. E rispettarlo poi per tutta la legislatura.
2018-09-17 00:17:29
Cena a base di salsicce e cetrioli per diabetici!
2018-09-16 22:04:18
Na cena intima, più dellà nun vanno.
2018-09-16 21:38:49
Calenda nuovo segretario del PD ,che si presenti alle PRIMARIE (sempre che la moglie stia bene ) Vincerà a man bassa con al suo fianco gentiloni ,Renzi,Minniti Via tutti i guastatori rimasti da Emiliano a boccia ,orlando e Cuperlo ,vadano con LeU ,così finiranno le faide interne Il PD ha sempre vinto quando non c'erano le beghe interne e faide dei vecchi marpioni di ex comunisti d'Alema docet
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