Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Palestina, il Parlamento non decide. Israele plaude. L'Olp: scelta infelice

Palestina, il Parlamento non decide. Israele plaude. L'Olp: scelta infelice
3 Minuti di Lettura
Venerdì 27 Febbraio 2015, 20:29 - Ultimo aggiornamento: 1 Marzo, 11:22
Un ottimo risultato per Israele, una decisione «infelice» per l'Olp, un giorno «importante» per il Pd, un «pasticcio» per l'opposizione. Il "mezzo sì" della Camera al riconoscimento della Palestina, con l'approvazione di due mozioni non proprio sovrapponibili, segna il compromesso faticosamente raggiunto per evitare ulteriori rinvii, dopo quello della settimana scorsa, e una spaccatura all'interno della maggioranza e dello stesso Pd.



Un "mezzo sì" perché la mozione del Pd non impegna esplicitamente il governo a riconoscere la Palestina, ma piuttosto a «promuoverne» il riconoscimento. E perché subito dopo la Camera, con il parere favorevole del Governo, approva un'altra mozione, quella di Ap-Sc, assai più vincolante, che lega il riconoscimento dello Stato palestinese al raggiungimento di un'intesa tra Al-Fatah e Hamas.



Alla fine un "ni" che ha il sapore di una non decisione. Lo stesso Matteo Renzi, d'altra parte, la settimana scorsa aveva affermato di ritenere opportuno il rinvio. Il governo, aveva detto, vuole «due Stati e due popoli», ma «ora ci sono troppe strumentalizzazioni, anche in Israele, dove è in corso la campagna elettorale».



Ad ogni modo il voto di oggi consente a tutti - o quasi - di esultare. A partire da Israele, con l'ambasciata che subito dopo il voto in una nota scrive: «Accogliamo positivamente la scelta del Parlamento italiano di non riconoscere lo Stato palestinese».



Sono gli stessi minuti in cui esce il tweet del primo firmatario della mozione Pd, Roberto Speranza: «Oggi è un bel giorno per il Parlamento. Approvata mozione per il riconoscimento della Palestina». E arriva il commento soddisfatto di Paolo Alli, che ha presentato il secondo testo approvato dalla Camera: «La nostra mozione - dice - non contiene un esplicito riferimento al riconoscimento della Palestina. E del resto «anche nella mozione Pd» non si parla di «riconoscimento immediato».



Un passaggio che appare chiaro al rappresentante dell'Olp Hanan Ashrawi, che definisce «infelice» una ozione che «non si impegna per l'incondizionato e ufficiale riconoscimento dello Stato di Palestina». Meno all'ambasciatore palestinese a Roma, che ringrazia l'Italia per il riconoscimento della Palestina.



Insomma «un pasticcio», per l'opposizione, che attacca il Pd, con i Cinque Stelle che gridano al «bluff» e alla «malafede», la Lega che definisce «ondivaga» la posizione del Pd, Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia che commenta ironica «non so se l'esecutivo riuscirà a comprendere quale sia il mandato che gli è stato attribuito dalla sua stessa maggioranza», Lucio Malan di FI che accusa la mozione Pd di «pericolosa ambiguità», Paolo Ferrero di Prc che parla di «vergognoso pasticcio sulla pelle dei palestinesi». E lo stesso Vendola, che con Sel ha votato il testo del Pd, stigmatizza l'ambiguità della doppia mozione approvata: «Un giochino - dice - che si potevano risparmiare su una vicenda maledettamente seria come questa».



A chiarire la situazione ci prova Andrea Martella (Pd), che spiega: «È sbagliato affermare che le due mozioni« siano «in contrasto. Come indica il regolamento della Camera, dopo l'approvazione della prima gli altri testi che hanno voto favorevole costituiscono un'integrazione al primo».



Quel che è certo è che la mozione italiana è indubbiamente la più soft tra quelle approvate in Europa, che fanno esplicito riferimento al riconoscimento della Palestina. A dire sì fino ad ora Gran Bretagna, Irlanda, Spagna, Francia, Lussemburgo e Portogallo, oltre allo stesso Parlamento europeo. Il salto in avanti vero però, al momento, lo ha fatto solo la Svezia, con il governo che ha dato seguito al voto del parlamento, riconoscendo lo Stato della Palestina.